Cancellato il bonus ISEE, se usi i social ti tolgono ogni diritto: con il ‘Codice Trasparenza’ perdi anche il lavoro

Cancellato in maniera definitiva il bonus ISEE, con l’utilizzo dei social finisci per non avere più diritto a nulla.
Siamo ancora alle solite, ci si ritrova qui a parlare di social e di tecnologia, sapendo bene che entrambi, procedendo di pari passo, hanno cambiato la vita di ognuno di noi.
Il modo in cui ci relazionano agli altri è stato completamente rivoluzionato e anche gli enti come l’Inps e l’agenzia delle entrate, hanno dovuto prendere atto di tutto questo.
Lo si dice ormai da diverso tempo, ma la realtà è proprio che gli enti che hanno bisogno di vigilare sul comportamento dei cittadini italiani, si basano anche sulle immagini che è possibile trovare in rete. Occorre quindi prendere atto che nel caso in cui si abbia un profilo social, si rischia di perdere il bonus ISEE.
La decisione sembra ormai presa e l’aiuto economico verrà definitivamente annullato. Purtroppo non si tratta di fantascienza, ma di provvedimenti di revoca dei sostegni economici, che influenzeranno i cittadini italiani in maniera determinante.
Il “Codice Trasparenza” arriva in Italia e ti mette nei guai
Le nuove regole per quello che riguarda i benefici economici che spettano ai cittadini, riguardano non solo gli aiuti che arrivano dallo Stato, ma anche il mondo del lavoro.il codice trasparenza viene applicato al largo spettro e adottato anche dalle aziende, che utilizzando i social controllano quello che i propri dipendenti fanno durante la loro vita privata. Non si tratta di violazione della privacy, né di della voglia di giudicare, ma piuttosto il bisogno di assicurarsi che ogni dipendente, mantenga un certo ritegno anche nella sua vita privata.
Quindi un lavoratore in qualsiasi momento potrebbe essere: richiamato, penalizzato o addirittura licenziato. Non si tratta di violazione della legge, basta anche un solo post e si potrebbe ricevere una lettera con comunicazioni poco piacevoli. Una situazione che sarebbe scaturita semplicemente da un fatto di cronaca che che ha coinvolto una maestra di Treviso.

Il caso che ha scatenato la polemica
Il dibattito sarebbe letteralmente esploso nel momento in cui una maestra di Treviso sarebbe stata sospesa dopo che la scuola ha scoperto del suo profilo OnlyFans, piattaforma nota per il suo essere una piattaforma solo per adulti. La sospensione è arrivata anche se l’insegnante utilizzava la piattaforma fuori dall’orario di lavoro.
La Federazione delle scuole materne paritarie (Fism), in seguito a tale evento sta elaborando un nuovo codice etico al fine di impedire che figure educative, come gli insegnanti evitino di svolgere attività che possono essere fonte di giudizio sulla moralità del soggetto. Ma mentre il dibattito continua, sempre più persone scoprono che corrono perdere i beneficio e i diritti che il lavoro concede con la condivisione online.