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Esposto contro Ilva ed Eni, le associazioni fanno il punto: raccolte oltre 1.500 firme

TARANTO – Si è svolta questa mattina, a Palazzo di Città, la conferenza stampa promossa da varie associazioni che hanno raccolto le firme (oltre millecinquecento) a supporto dell’esposto su Eni ed Ilva che documenta una serie di criticità con abbondante documentazione di immagini e dati.

“La situazione ambientale a Taranto continua ad essere grave ed è per questo che riteniamo vada abolita l’immunità penale concessa ad ILVA nel 2015 e prorogata fino al 2023 con il DPCM impugnato da Comune e Regione”. E’ quanto si legge in un appello lanciato e firmato da Genitori Tarantini, PeaceLink, Verità per Taranto, Wwf Taranto. Di seguito il resoconto delle associazioni.

Perchè il DPCM impugnato garantisce l’immunità penale

Il decreto legge n.1 del 5/1/2015 art.2, comma 6 stabilisce l’immunità penale con queste parole che si riferiscono al piano ambientale definito nel DPCM del 14/3/2104:

“Le condotte poste in essere in  attuazione del Piano (…) non  possono  dare  luogo  a responsabilità penale o amministrativa del commissario straordinario e  dei  soggetti  da  questo  funzionalmente  delegati”. Con l’art.1 comma 4 lettera b del decreto legge n. 98 del 9/6/2016 l’esenzione dalla responsabilità penale o amministrativa è estesa all’affittuario o all’acquirente. Con il DPCM impugnato di fronte al TAR da Comune e Regione l’immunità è estesa fino al 2023 in quanto entra in vigore un nuovo cronoprogramma fissato nel DPCM stesso.

La nostra posizione dopo la visita lampo del ministro Calenda a Taranto

Alla luce della Conferenza Stampa del Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano occorre comunicare la nostra posizione.

Al Comune e alla Regione chiediamo che non si ceda di un millimetro sul diritto alla legalità. Ritirare il ricorso al TAR significherebbe rinunciare ad una verifica di legalità sull’operato del governo che con un decreto ritiene di spostare al 2023 adempimenti importantissimi per la messa a norma degli impianti. Abbiamo letto sulla nuova autorizzazione AIA che persino i certificati di prevenzione incendi degli impianti più pericolosi verrebbero differiti al 2023 quando dovrebbero essere già pronti. Non si può far vivere i lavoratori e l’intera città nel pericolo.

Noi sosteniamo e sosterremo l’azione del Comune e della Regione se la Regione e il Comune si impegneranno sul ripristino della vera legalità compromessa da questo DPCM che consente di estendere l’immunità penale ai nuovi padroni dell’ILVA fino al 2023.

La questione dell’immunità penale per l’ILVA rappresenta oggi il vero baricentro di tutta la questione sul tappeto in questo momento. La questione dell’immunità è ignorata ma esiste. E noi non vogliamo che a Taranto venga consentita quella che consideriamo una potenziale “licenza d’uccidere” garantita per legge. Ed è per questo che vogliamo a Taranto un Osservatorio mortalità in tempo reale per verificare ufficialmente in modo istantaneo se i decessi a Taranto sono tornati nella normalità o se permangono più elevati rispetto all’atteso. Questo lo chiediamo per mettere sotto osservazione in particolare i Wind Days.  

Invitiamo tutte le associazioni interessate a sostenere questo movimento di cittadinanza attiva. E chiediamo al Comune e alla Regione di farne parte assieme a noi. Per questo ci siamo dati appuntamento in Municipio, dove per altro alle 11.30 vi sarà un incontro istituzionale organizzato dal Comune sui Wind Days a cui siamo stati invitati e a cui parteciperanno anche ASL e ARPA.

Noi riteniamo importante che con Comune e Regione venga condiviso un percorso a tutela dei cittadini che porti ad un nuovo piano regionale qualità dell’aria per Taranto che parta proprio dalla questione Wind Days e che si riverberi sull’AIA in termini di prescrizioni.

Concludiamo con la sintesi dei punti imprescindibili per noi.

  • L’immunità penale per l’ILVA deve essere abolita.
  • Il Tavolo per Taranto si deve fare a Taranto e non a Roma.
  • Al Tavolo per Taranto devono poter partecipare le associazioni.
  • Il Tavolo per Taranto deve avere una trascrizione di quanto si dice, rendendo trasparenti le posizioni, come avviene nelle sedute del Parlamento, dei consigli comunali, ecc.
  • Il Tavolo per Taranto deve rispettare la Convenzione di Aarhus (ratificata con legge 108/2001) sulla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.

Perché siamo legittimati a partecipare al Tavolo per Taranto

La tutela degli interessi collettivi non è prerogativa solo delle associazioni sindacali se tali interessi collettivi riguardano l’intera comunità e sono estesi alla tutela della salute e dell’ambiente, come è il caso del Tavolo per Taranto.

Vi è giurisprudenza sufficiente per sostenere la nostra partecipazione ad un processo di confronto comunitario (come il Tavolo per Taranto) che riguarda interessi collettivi per la cui tutela ci siamo costituiti in associazione.

Va chiarito che per interessi collettivi si intendono gli interessi di cui sono portatori “enti esponenziali” della collettività (ossia enti collettivi) che nel loro statuto e nella loro azione continuativa e concreta perseguono interessi sociali ben individuabili, specie se attengono a beni comuni giuridicamente tutelati. Vi sono a Taranto enti che si sono costituiti parte civile nel processo ILVA e che hanno tutte le prerogative per non essere esclusi al Tavolo per Taranto.

 

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