TARANTO – E’ stata fissata per venerdì 10 novembre, dalle ore 10.30, una seduta monotematica del Consiglio Regionale in merito alla vertenza Ilva. Sono state quindi accolte le richieste avanzate dai consiglieri Liviano, D’Arcangelo, Romano, Borraccino, Santorsola, Vizzino, Abaterusso, Cera, Pendinelli e Perrini (che aveva presentato una mozione insieme ad altri).
Sulla vicenda Ilva, si registra anche la dura posizione del presidente della Regione Michele Emiliano che ha messo in luce una situazione della quale “neanche i giornali ne parlano”, e cioè il fatto che il Governo nei tavoli di lavoro non ritenga opportuna la presenza della Regione.
“Di solito – ha detto Emiliano ai giornalisti – per questi tavoli non ci sono le convocazioni. E’ naturale – ha spiegato – che la Regione e il Comune dell’area di competenza della fabbrica, partecipino ai tavoli che devono definire sia la questione occupazionale, sia la questione ambientale. In questo caso – ha sottolineato Emiliano – c’è proprio una richiesta da parte del Ministro Calenda di tenere fuori la Regione e credo anche il Comune, evidentemente per evitare la discussione sia sull’occupazione, sia sul piano industriale”.
Intanto, continua ad esserci fermento anche in Liguria. “No agli esuberi e no all’applicazione del jobs act”, con questo slogan i sindacati Fim, Fiom e Uilm dello stabilimento Ilva di Genova chiedono un tavolo con l’azienda, il governo e le istituzioni locali “che dovranno avere un ruolo di accompagnamento a sostegno dell’accordo di programma”.
Le tre sigle sindacali, riunite oggi in assemblea, hanno ricordato che “l’intervento del governo a riguardo dei livelli retributivi e di inquadramento è stato un atto apprezzabile che da solo non basta in quanto rimangono del tutto inaccettabili e ingiustificati gli esuberi ai quali vanno aggiunte le preoccupazioni per l’indotto. Il confronto con Mittal non può che affrontare le problematiche relative agli assetti industriali, agli investimenti ed organici. Questo vale soprattutto per la realtà del sito genovese dove vengono evidenziati a fronte di un organico di 1499 addetti, 600 esuberi senza una prospettiva di rilancio dello stesso”.
I sindacati hanno ribadito che “non ci dovrà essere alcun esubero e che tutti i lavoratori Ilva dovranno passare in Mittal con il contratto in essere”, auspicando che la vertenza Ilva non diventi terreno fertile per la campagna elettorale.
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