TARANTO – “C’era una volta il pane… a Lama” è ormai diventato un appuntamento estivo che aspettiamo sempre con piacere e che, anno dopo anno, attira tantissima gente e riesce pienamente a farci riscoprire il significato di antiche tradizioni. Ieri sera, nella location di Villa Vetusta, con l’organizzazione dell’associazione Pro Loco di Lama e le sue contrade, Lara Marchetta, Rossella Abbondanza e Vittoria Orlando hanno dato il via alla nona edizione di questa iniziativa che nasce con l’intento di celebrare il pane, elemento quasi sempre presente sulla nostra tavola, ma che negli ultimi tempi è divenuto, come ci ha piacevolmente raccontato la professoressa Enza Tomaselli, cibo senz’anima, snaturato rispetto a ciò che per secoli esso ha rappresentato per la gente di qualsiasi ceto sociale.
E proprio dell’importanza della materia prima necessaria per produrre il pane ha parlato il Presidente di Campagna Amica e membro di Coldiretti Nicola Motolese che ha evidenziato le problematiche della filiera cerealicola italiana che subisce una vera e propria invasione di grano importato da paesi del nord Africa e Canada, concorrenziali nel prezzo ma non certo nella qualità del prodotto. Sarebbe auspicabile, secondo Motolese, che si imponesse, da parte del legislatore, l’obbligo dell’indicazione d’origine in etichetta per le farine utilizzate nella produzione di pasta e pane, così come è recentemente avvenuto per alcuni prodotti caseari.
La cottura del pane era probabilmente appuntamento di festa e aggregazione per tutti gli abitanti della villa, soprattutto per i più poveri. In tempi più recenti, il forno, oltre che agli abitanti di Villa Vetusta, serviva anche agli altri abitanti di Lama che venivano qui a cuocere il loro pane. E il pane, in questo caso prodotto dal panificio Chiarella con la ricetta tradizionale, è stato centrale anche nell’accompagnare le tante prelibatezze cucinate da chi ha contribuito alla buona riuscita di questo evento.
Foto di Max Perrini
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