Slitta al 6 ottobre prossimo l’udienza preliminare al tribunale di Milano a carico di Fabio e Nicola Riva, indagati per bancarotta in merito al dissesto finanziario del gruppo Ilva, gia’ controllato dalla famiglia Riva. Oggi si sarebbe dovuta tenere la discussione sull’istanza di patteggiamento dei due figli dello scomparso Emilio Riva, ex patron del gruppo siderurgico, ma e’ stato disposto un rinvio per venire incontro a un legittimo impedimento presentato da uno dei legali e alla richiesta – accolta dal Gup di Milano Chiara Valori – di poter depositare nuova documentazione relativa alla transazione tra la famiglia Riva e i commissari del gruppo Ilva per il rientro in Italia di 1,3 miliardi di euro. Secondo quanto appreso, alle difese il rinvio servira’ anche per definire meglio la proposta di patteggiamento, che ancora non avrebbe ricevuto un pieno accordo della procura di Milano.
Una prima istanza di patteggiamento di Fabio e Nicola Riva era stata respinta il 14 febbraio scorso perche’ giudicata “incongrua” dal Gip Maria Vicidomini. In questo filone di inchiesta, c’era anche un terzo indagato, Adriano Riva, zio di Fabio e Nicola e fratello di Emilio. Adriano Riva ha gia’ patteggiato nelle scorse settimane una pena a due anni e sei mesi, con rinuncia alla prescrizione, per i reati di bancarotta, truffa ai danni dello Stato e trasferimento fraudolento di valori, garantendo il rientro in Italia di 1,3 miliardi di euro dalla Svizzera da destinarsi al risanamento ambientale dell’Ilva di Taranto e al sostegno alla sua gestione. (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)
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