“Ritengo che la Regione stia allungando troppo i tempi per un intervento concreto nella gestione del ciclo dei rifiuti. Per chiudere virtuosamente il ciclo dei rifiuti, abbandonando discariche e inquinamento, il presidente Emiliano inizi a pensare a piccoli impianti di compostaggio aerobico di prossimità, incentivando i comuni a dotarsi di questi impianti, che fungerebbero da deterrenti per quei privati interessati a speculare con grossi impianti anaerobici che andrebbero ad impattare irreversibilmente sul nostro territorio”. Lo dichiara il consigliere del M5S Cristian Casili, in merito al piano di lavoro dell’Agenzia regionale sui rifiuti.
“Ho fatto già presente in V commissione al Commissario Grandaliano che nelle province pugliesi, soprattutto nel leccese, sono già tanti i progetti di impianti anaerobici presentati da ditte private e pendenti negli uffici comunali – continua il vicepresidente della V Commissione Ambiente – e molti di essi sono già in una fase avanzata nell’iter istruttorio. Il modello d’impiantistica che sta perseguendo l’Agenzia regionale è finalizzato a creare impianti di compostaggio con titolarità pubblica. Nella realtà non sarà così. In provincia di Lecce abbiamo una produzione annua di circa 120 mila tonnellate di umido e alcuni Comuni salentini hanno già richieste di impianti anaerobici di taglia superiore a 60 mila tonnellate.
A questo punto, dato che il fabbisogno del nostro organico è già abbondantemente superato dal privato, che senso ha parlare di un grosso impianto anaerobico pubblico per ogni provincia? Se si continua ad andare avanti di questo passo gli impianti di compostaggio saranno tutti privati e in futuro, per poter sopravvivere economicamente, dovranno recuperare materiale organico proveniente da fuori regione. Il rischio è quello di trasformare il territorio regionale in una cloaca che riceverà rifiuti da ogni dove, disattendendo gli indirizzi di economia circolare imposti dall’Unione europea.”
Casili auspica un intervento immediato della giunta regionale prima di arrivare in una situazione di emergenza. “Non abbiamo molto tempo – conclude – commissariare le Aro non è sufficiente, bisogna dare delle risposte concrete e queste partono da un impiantistica efficiente e rispettosa dell’ambiente e delle comunità locali”.
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