Nel disinteresse pressoché totale, in primo luogo quello della politica, sta per calare il sipario sul Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali, che ha da poco iniziato l’ultimo semestre di lezioni per l’unico anno di insegnamento ancora attivo, il terzo.
Così, mentre si continua a vagheggiare la nascita di non meglio precisate “Scuole di Alta Formazione” da calare nell’assoluto deserto di istituzioni universitarie affini, si perde una triennale che pure ha contribuito alla preparazione di diverse centinaia di giovani, quanti sono i laureati nella sede di #Taranto dal 2002 – anno di nascita – ad oggi.
In un settore, quello dei Beni Culturali, che a parole si definisce “strategico” per la rinascita della città, ma che nei fatti sconta la perdita anche della ultra centenaria sede della Soprintendenza, per la cui difesa a nulla sono serviti convegni e marce di protesta.
Perché possiamo pure assalire il “palazzo” con i forconi, come propone qualcuno, ma fino a quando chi eleggiamo plaude qualsiasi provvedimento del suo “padrone” barese o romano, anche se palesemente contrario all’interesse comune, ci toccherà fare i conti con altre dolorose privazioni. Noi però non dimentichiamo. C’è chi ha grosse responsabilità in ciò che sta accadendo, ed ha pure la faccia tosta di presentarsi oggi come “primavera”. Siete stati l’inverno voi, altro che.
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