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Giustizia per Taranto: guida pratica contro il “ce me ne futt a me”

Mancano pochi giorni alla manifestazione “Giustizia per Taranto”. Dopo tanti anni si torna in strada per chiedere il rispetto del diritto alla salute violato sistematicamente sul territorio ionico. Dopo aver visto imbavagliare la magistratura, fino a rendere flebile e anestetizzato il suo intervento avviato nel 2012; dopo aver visto la politica perdersi in mille rivoli pur di non riconoscere l’impossibilità di coniugare l’attività del siderurgico con la vita umana dei cittadini di Taranto; dopo aver ascoltato tante chiacchiere e aver commesso molti errori nella costruzione di percorsi sociali e politici nuovi, il variegato mondo civico di Taranto si ritroverà in piazza per ripartire o, quantomeno, per mandare un segnale al resto d’Italia.

In queste ore tanti volontari stanno cercando di pubblicizzare in ogni modo la marcia di sabato. E’ proprio pensando a loro che abbiamo realizzato, non senza un pizzico di ironia, questo articolo. Si tratta di una piccola guida su cosa rispondere agli scettici tarantini che sembrano aver rinunciato a ogni forma di lotta, scaricando sugli altri ogni responsabilità. Con l’auspicio che possa far riflettere anche chi si lascia facilmente travolgere dalla pigrizia o dalla presunzione. L’appuntamento è a sabato prossimo alle ore 9.00 in piazza Marconi.

“La democrazia può resistere alla minaccia autoritaria soltanto a patto che si trasformi, da “democrazia di spettatori passivi”, in “democrazia di partecipanti attivi”, nella quale cioè i problemi della comunità siano familiari al singolo e per lui importanti quanto le sue faccende private” – Erich Fromm, Avere o essere?, 1976

IL 25 FEBBRAIO IO NON PARTECIPO ALLA MANIFESTAZIONE GIUSTIZIA PER TARANTO PERCHE’…

… che manifesto a fare se poi gli ambientalisti, o la cosiddetta società civile, non fanno altro che litigare tra loro?

E’ proprio per questo che devi scendere in piazza. Se c’è una comunità che si batte per qualcosa in cui credi, devi farne parte e non solo il tempo di una manifestazione. Altrimenti saranno sempre le stesse persone a fare il bello e il cattivo tempo. Più si è, meno pesano i personalismi. Se resti a casa, invece, li rafforzi. Quindi… di chi è la colpa?!

… tanto vogliono tutti solo una cosa: fare carriera politica e fare soldi sulle nostre spalle. Chi c’è dietro?

Le manifestazioni di Altamarea del 2008 e del 2009, così come quelle del 2012, non hanno favorito alcun candidato politico. Alla manifestazione del 25 febbraio, se politici ci saranno, saranno lì come persone, con la loro storia e le loro scelte. Non vedrai nessuna bandiera e nessun partito. Taranto ha gli anticorpi per non farsi strumentalizzare quando scende in piazza. L’ha già dimostrato.

… devono pensarci i politici a risolvere i nostri problemi, che li votiamo a fare se no?

Non è mai esistita una democrazia, degna di questo nome, basata esclusivamente sulla delega. Ci hanno fatto credere che le cose stessero come dici tu solo perché non volevano rompiscatole dietro la porta una volta entrati nelle stanze del potere. Il voto senza la partecipazione non è democrazia. Mi dispiace deluderti ma chi limita il proprio ruolo sociale a una crocetta ogni cinque anni non è un bravo cittadino. La cosa bella è che la democrazia ti assolve più velocemente di un prete e ti dà ogni giorno una possibilità per rincominciare. Perché non inizi da sabato?

… siamo già scesi in piazza altre volte a Taranto. Cosa è cambiato?

12 decreti salva Ilva, fame, tagli alla sanità, disoccupazione. Tante cose sono cambiate ma in peggio. Lo Stato ha scoperto le carte e ha detto chiaramente che a Taranto l’acciaio è come un treno senza freni: chi si trova sui binari può solo essere travolto. Se ti guardi indietro, però, è solo nei momenti di grande mobilitazione collettiva che la città ha dato il meglio di sé. Non è bastato e probabilmente non basterà ancora ma è conservando il meglio che possiamo migliorare. Non ripartendo ogni volta da zero. Questa volta partiamo quantomeno da 1.

… peccato! Sabato ho un impegno che non posso proprio rinviare.

Capisco… sai, potresti comunque essere molto utile alla causa. Fammi parlare con due tuoi amici. Solo due. Invitali a scendere in piazza sabato e dammi il loro contatto affinché possa coinvolgerli nei preparativi. Avrai fatto comunque una grande cosa per la tua città.

… io ci sarò solo quando andremo con le mazze a fermare l’Ilva.

Interessante. Ti faccio notare però che stai parlando con me “viso a viso”, non sei sui social. Questa è la vita reale, dove è difficile trovare qualcuno che distribuisca volantini per una giusta causa, figuriamoci per fare la rivoluzione. Preoccupiamoci di costruire una coscienza civica. Cominciamo riprendendoci le piazze.

… quelle che facevamo noi da giovani erano manifestazioni…

Sì, è vero. Se hai 65/70 hai fatto delle belle manifestazioni (sempre se le hai fatte…). Porta la tua esperienza, i tuoi consigli. Senza arroganza però perché sai, di anni ne sono passati tanti e non devo dirtelo io che la società di oggi mal digerisce le ideologie. Era meglio allora? Forse. Ma proprio ora che sei arrivato a questa età vuoi tirarti indietro?!

… i giovani devono darsi da fare, loro sono la speranza. Noi oramai siamo vecchi…

Quante cose che devono fare i giovani… e se i vecchi dessero una mano visto che qualche responsabilità ce l’hanno? Non si è mai troppo vecchi per restituire un pizzico dei benefici sociali che pagano gli stessi giovani che, per alcuni, non fanno mai abbastanza…

… non servono a nulla i cortei. Ci vuole uno con le palle. Io la prossima volta voto Salvini!

Sei senza speranza…

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Gianluca Coviello

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