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Ilva, Fiom Cgil in audizione coi senatori: no a ridimensionamenti produttivi

TARANTO – Durante le audizioni tenute ieri nella sede della Prefettura, la commissione Industria del Senato, presieduta dal presidente Massimo Mucchetti, ha incontrato le organizzazioni sindacali confederali metalmeccaniche. Nel corso dell’audizione, è stato presentato un documento di Cgil, Cisl e Uil, e sono state esposte diverse problematiche riguardanti il futuro occupazionale e ambientale dell’intero territorio ionico. Erano  presenti Paolo Peluso, segretario generale della Cgil, e Francesco Brigati della segreteria Fiom Cgil.

“Abbiamo puntualizzato e ribadito, in attesa della presentazione dei piani industriali delle due cordate – è scritto in una nota stampa – la nostra contrarietà a possibili ridimensionamenti produttivi, così come anticipato dal vice presidente di Arcerol Mittal che, in occasione dell’audizione in Parlamento, ha dichiarato di voler produrre solo 6 milioni di tonnellate di acciaio per soddisfare la domanda interna del nostro Paese. In realtà quel valore di produzione si rende necessario per garantire alla cordata AM INVESTCO che non venga attuato il possibile blocco dell’operazione di vendita, a seguito di un intervento dell’Antitrust, nel caso in cui si venga a creare un rafforzamento di una posizione dominante a livello europeo.

Come Cgil e Fiom – si legge ancora – abbiamo sottolineato ancora, alla commissione Industria, la necessità di un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni sindacali sui piani industriali, consentendoci di entrare nel merito di possibili innovazioni tecnologiche, quali il sistema ibrido, ovvero il mix tra il ciclo integrale e i forni elettrici utilizzando il preridotto, ipotesi peraltro sostenuta da Arvedi, che consentirebbe un drastico abbattimento degli inquinanti come benzo(a)pirene e diossina.  Riteniamo altresì fondamentale l’intervento pubblico atto a garantire un piano di bonifica, di risanamento ambientale e la piena occupazione dei lavoratori dell’Ilva e dell’appalto.

La Fiom Cgil, inoltre, nei giorni scorsi aveva lanciato al Governo un grido di allarme sull’emergenza amianto in Ilva rispetto al materiale smaltito nel triennio 2014 – 2015 (1750 tonnellate) e a quello che a tutt’oggi insiste (circa 4000 tonnellate) dentro lo stabilimento siderurgico. A tal proposito abbiamo ribadito la richiesta unitaria ai senatori della commissione Industria di favorire un tavolo di confronto con il Governo per garantire gli investimenti necessari alla bonifica di amianto e verificare la necessità di estendere i processi di allontanamento dei lavoratori dalle fonti di rischio presenti nello stabilimento siderurgico”.

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