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Avifauna, WWF Taranto: concluso il censimento degli uccelli acquatici svernanti

Domenica scorsa si è conclusa la due giorni dell’IWC, International Waterbird Census. Da oltre un ventennio questo progetto internazionale censisce gli uccelli acquatici svernanti delle zone
umide di tutto il Mediterraneo e d’Europa. Quest’anno i volontari del WWF Taranto hanno affiancato ufficialmente i ricercatori ISPRA accompagnandoli durante tutte le attività, permettendo di formare più squadre e fornendo loro il supporto logistico grazie alla loro approfondita conoscenza del territorio.

A differenza degli anni passati, il 2017 ha visto le squadre dei ricercatori, provenienti da tutta la Puglia e coordinate dal dott. Cristiano Liuzzi responsabile pugliese del progetto, impegnate un giorno in più per censire più approfonditamente il patrimonio avifaunistico della nostra città. Partendo dalla Riserva Palude La Vela, le squadre hanno coperto tutto il litorale tarantino dalla foce del fiume Chidro a quella del Bradano, il Mar Grande ed il Mar Piccolo, il bacino del Pappadai e le più importanti aree di svernamento dell’avifauna migratoria.

Nonostante il meteo poco favorevole le attività si sono svolte senza intoppi ed i dati raccolti non hanno fatto altro che rimarcare l’assoluta valenza naturalistica del nostro territorio, con le sue importanti zone umide che lo collocano tra i primi posti in Puglia per l’osservazione di numerose popolazioni di gabbiani, ma che si potrebbe rivelare una delle più interessanti mete pugliesi di see watching.

Inoltre sono state rilevate numerose specie di interesse conservazionistico, alcune molto rare per la Puglia come il cigno reale, la pesciaiola ed il piovanello tridattilo. La notevole valenza naturalistica delle presenze avifaunistiche della Provincia di Taranto, impone alla società e alla politica una notevole responsabilità per la salvaguardia del Mar Piccolo e del litorale marino, sempre preda di appetiti economici, che consumano dune e territorio.

Quanto emerso sollecita la necessità di aumentare il livello di salvaguardia del territorio e del nostro patrimonio di bioversità, partendo dal Mar Piccolo, ed aree limitrofe attuando misure di tutela conservazionistica più stringenti. La più importante azione di tutela rimane, per il nostro parere, ampliare l’area della stessa Riserva Palude La Vela per una maggiore parte di territorio a disposizione della natura e di chi la sa apprezzare viva e non nel carniere.

Il Comitato Scientifico WWF Taranto

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