TARANTO – «E’ chiaro che qui c’è innanzitutto un problema di diritto alla salute. Diritto che può creare invece nuove opportunità di rigenerazione urbana e quindi nuove opportunità di lavoro. Questa città non deve assolutamente dipendere da uno stabilimento siderurgico, ma proprio dalla rigenerazione di questi impianti possono nascere nuove occasioni di sviluppo».
«Circa un mese fa – ha aggiunto Di Maio – abbiamo avviato in Puglia un progetto partecipato insieme a tutti gli attori sociali per una rigenerazione urbana. Sull’Ilva di Taranto basta copiare dagli altri Paesi. Noi abbiamo parlato con gli assessori di Bilbao ed abbiamo incontrato i tedeschi, abbiamo visto tante esperienze internazionali che hanno dovuto sviluppare un nuovo futuro per i loro concittadini. Di certo, venire a dire qui che possono coesistere l’Ilva così com’è ed il diritto alla salute è una presa in giro»-
Con Di Maio erano presenti anche diversi consiglieri regionali – Antonella Laricchia, Marco Galante, Mario Conca, Grazia Di Bari, Gianluca Bozzetti e Christian Casilli – e il direttore generale della Asl di Taranto Stefano Rossi.
«In un anno abbiamo restituito 217.000 euro – ha spiegato – per la prima restituzione relativa ai primi 5 mesi, pari a circa 116.000 euro, abbiamo chiesto che fossero i cittadini a individuare il settore dove intervenire. La scelta è ricaduta sulla sanità e in particolare sulle sale cinema dei reparti di Pediatria degli ospedali pugliesi. Poiché il costo di tali sale è di circa 2.000 euro, abbiamo investito le altre somme anche per l’acquisto di alcune apparecchiature. Nel caso di Taranto un defibrillatore automatico e un elettrocardiografo di fascia medio-alta».
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