Ilva, delegazione Ue in fabbrica – Il grido di allarme: troppi ritardi per i lavori Aia

TARANTO – Giornata piena per la delegazione degli eurodeputati della Commissione per l’Ambiente, la Sanità Pubblica e la Sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo, oggi in visita a Taranto. In questi minuti dovrebbe essere in corso un sopralluogo agli impianti Ilva, probabilmente quelli meno “caldi” e critici. Dopo le audizioni tenute questa mattina in Prefettura (ne parliamo a parte), nel pomeriggio si è tenuto un incontro – durato solo quindici minuti – con i rappresentanti sindacali in una sala riunioni all’interno del siderurgico.

«Abbiamo segnalato i continui rinvii rispetto alla tempistica prevista per l’attuazione dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) – ci ha riferito Vincenzo Vestita, Rls Fiom-Cgil – i ritardi nei lavori per il risanamento ambientale creano un danno sia ai cittadini che agli operai, che si trovano a lavorare proprio nell’epicentro del problema. Come lavoratori abbiamo preso coscienza della necessità di dover chiedere in tempi congrui l’attuazione di tali interventi. Inoltre, abbiamo segnalato un’inadeguata manutenzione degli impianti. Ciò comporta un doppio danno per i lavoratori che oltre a correre dei rischi per la loro salute e la loro sicurezza, devono subire anche le conseguenze dovute allo stop obbligato di determinati impianti: ricorso agli ammortizzatori sociali e conseguente perdita di reddito».

Vestita spiega che anche a livello psicologico la situazione degli operai è piuttosto critica: «Siamo come corde di violino pronte a saltare. Anche questo continuo parlare di esuberi non aiuta a stare sereni. Abbiamo un assoluto bisogno di certezze sul nostro futuro». Tra le criticità indicate alla delegazione Ue gli interventi ancora da effettuare all’impianto di aspirazione del reparto GRF e al sistema PROVEN delle Cokerie. Senza dimenticare la mancata copertura dei parchi minerali. Un progetto rimasto, finora, soltanto sulla carta.

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