Una delegazione di Fim, Fiom e Uilm sarà in piazza Montecitorio, domani, a Roma, per chiedere di essere ascoltata nella fase di avvio dei lavori di conversione della Legge n. 98/2016 (decimo decreto sull’Ilva).
«Ancora una volta – si legge in una nota congiunta inviata ai parlamentari – siamo costretti a subire un ulteriore provvedimento legislativo di urgenza, in merito ad una vertenza complessa e duratura come quella dell’Ilva, sia sul piano ambientale che su quello della tenuta occupazionale e di prospettiva di un intero territorio. E imprescindibile un confronto, tra gli organismi di Governo e le parti sociali, nella ferma convinzione che non può essere rinviato, in questa fase delicatissima, un momento di ascolto dei lavoratori, quali attori principali, su temi che inevitabilmente prefigureranno possibili scelte e che determineranno ricadute ambientali, sanitarie ed occupazionali per l’intera collettività.
In allegato inoltriamo la piattaforma rivendicativa di Fim-Fiom e Uilm, discussa, costruita e approvata, attraverso la straordinaria partecipazione dei lavoratori, nelle molteplici giornate di assemblee in fabbrica svoltesi e a tutt’oggi in corso. Fim-Fiom e Uilm sono fermamente convinte che, nella delicatissima fase di cessione/fitto ramo d’azienda, il Governo non può sottrarsi al confronto e deve inevitabilmente adoperarsi attraverso gli emendamenti al decimo decreto garantendo prevalentemente le questioni strettamente legate all’ambiente, all’emergenza sanitaria e occupazionale di un territorio già fortemente provato. Per quanto su esposto, chiediamo di essere ascoltati per il tramite di un costruttivo e sano confronto affinché si giunga ad intraprendere l’unità di intenti atta a porre definitivamente la parola fine all’emergenza Taranto”.
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