Verso un sistema industriale in sicurezza – La sfida lanciata da Taranto

TARANTO – Oltre settecento lavoratori delle imprese dell’indotto Ilva hanno preso parte al progetto formativo “Taranto: verso un sistema industriale in sicurezza”, iniziativa che punta ad un aggiornamento complessivo delle competenze relative alla tutela della sicurezza del lavoro. Il tutto basato su un approccio che ha ridotto al massimo i momenti d’aula per favorire l’analisi sul campo, in cantieri simulati, partendo dalla valutazione di infortuni realmente accaduti.

Di questo e di molto altro si è parlato questa mattina nel corso della 15^ Giornata della Sicurezza, organizzata da Formedil Cpt Taranto e dal Tavolo Tecnico sulla sicurezza sul lavoro e nei cantieri edili per fare il punto della situazione sul tema dei rischi e della prevenzione nell’area ionica. L’evento, ospitato nella sede della Facoltà di Giurisprudenza (ex convento di San Francesco), si è diviso in due parti: la prima dedicata all’approfondimento dei dati sugli infortuni e le malattie professionali; la seconda improntata sulla presentazione del volume “Taranto: verso un sistema industriale in sicurezza”, che racconta proprio l’esperienza formativa rivolta ai lavoratori dell’indotto Ilva.

«Con questo progetto formativo abbiamo voluto focalizzare la nostra attenzione sulla sicurezza in un ambito che rappresenta una nota dolente  – ha spiegato a InchiostroVerde.it  Fabio De Bartolomeo, presidente di Formedil Cpt Taranto – a monte c’era un protocollo siglato in Prefettura nel novembre del 2013. Insieme ai lavoratori dell’indotto Ilva abbiamo cercato di individuare insieme le criticità esistenti e le soluzioni migliori per evitare il verificarsi di ulteriori infortuni».

Il riscontro da parte dei lavoratori è risultato estremamente positivo, come conferma lo stesso De Bartolomeo: «Spesso queste attività di formazione vengono svolte in maniera teorica e ripetitiva. In questo caso, invece, abbiamo preferito fare un’ulteriore formazione di 16 ore andando sul pratico e verificando direttamente coi lavoratori gli aspetti critici legati alla sicurezza. Questo ha sicuramente agevolato il loro coinvolgimento e potrà dare buoni frutti anche in futuro».

Sul fronte della sicurezza l’attenzione rimane alta coinvolgendo diversi attori istituzionali. «Bisogna continuare in questa direzione su tutti i livelli – prosegue il presidente di Formedil Cpt Taranto – occorre far capire che il costo della formazione sulla sicurezza non è un costo aggiuntivo per le imprese. Se ben programmata, la formazione può essere facilmente finanziata con Fondimpresa o tramite altri percorsi formativi esistenti a livello regionale e comunitario». Un messaggio rivolto soprattutto alle piccole e medie imprese che dovrebbero incentivare la loro attenzione in questo ambito. In alto, il video a cura di OmegaNews con le dichiarazioni del direttore di Formedil Cpt Taranto, Franco Pasanisi.

MALATTIE PROFESSIONALI DENUNCIATE: TARANTO PRIMA IN PUGLIA

Taranto è la prima città in Puglia in merito al numero di malattie professionali denunciate. E’ quanto emerge dai dati forniti dall’ing. Piersaverio Gelato, responsabile del Contarp Regione Puglia – Inail. Il suo intervento ha fornito un quadro aggiornato sugli infortuni e le malattie professionali nel contesto nazionale e locale. In Italia, i dati sulle malattie professionali – dal 2011 al 2015 – offrono una doppia lettura: diminuiscono quelle riconosciute (-3,2%), mentre aumentano quelle denunciate (+24%). In Puglia diminuiscono sia quelle riconosciute (-8%) sia quelle denunciate (-4,5%). A Taranto le malattie professionali si sono ridotte del 56,4%, quelle denunciate del 2,9%. Ma sono dati da prendere con le pinze, come sottolinea lo stesso ing. Gelato: «I numeri relativi al 2015 sono ancora provvisori perché l’iter relativo al riconoscimento delle malattie professionali è lento». Al momento, quindi, non si tratta di dati rappresentativi. Resta la particolarità di Taranto che si colloca al primo posto in Puglia tra le malattie professionali denunciate (33%)

INFORTUNI SUL LAVORO: IL TREND E’ IN CALO

In Italia, tra il 2011 e il 2015, gli infortuni riconosciuti sono diminuiti del 25,8%, quelli denunciati del 22%. Anche in questo caso, i dati relativi al 2015 sono ancora in fase di consolidamento. Per quanto riguarda la Puglia, la riduzione è stata del 27% per gli infortuni riconosciuti e del 21,5% per quelli denunciati. A Taranto si segnala -31,6% per gli infortuni riconosciuti. Anche il trend degli infortuni mortali è in calo: in Italia -23,4%, in Puglia -17,2, a Taranto -33,3%. «Segno evidente – spiega l’ing. Gelato – che è aumentata la consapevolezza sia tra le imprese che tra i lavoratori sul fronte della sicurezza».

Tra i relatori intervenuti oggi anche il dottor Michele Conversano, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl che si è soffermato sui rischi che vive il cittadino-lavoratore in una realtà a rischio sanitario e ambientale come quella tarantina, il direttore regionale vicario di Inail Puglia, Giuseppe Gigante, il segretario generale della Filca-Cisl Franco Turri, il direttore dello Spesal Taranto Mimmo Scarnera. Spazio, poi, alla presentazione del volume sul progetto formativo finanziato da Fondimpresa, a cura dell’avv. Nunzio Leone.  A concludere i lavori è stato il sottosegretario al Lavoro, Massimo Cassano: “Le regole e le norme sono importanti e noi, come governo, stiamo facendo il possibile per favorire nuova occupazione anche attraverso le riforme di cui tanto si sta discutendo in questo periodo. Ciò premesso non dobbiamo mai dimenticare che a fare la differenza è sempre la cultura del lavoro e della formazione”.

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