TARANTO – Due giorni fa ci siamo occupati dell’allarme lanciato da Arpa Puglia in merito all’intensificazione dei picchi legati all’emissione di sostanze odorigene nella città ionica. Valori particolarmente elevati di acido solfidrico hanno caratterizzato, infatti, la seconda parte del 2015, a partire da settembre, per poi raggiungere i livelli più alti nel gennaio del 2016.
E’ stato il dottor Roberto Giua, direttore del Centro Regionale Aria di Arpa Puglia, a spiegare a InchiostroVerde l’aggravamento della situazione commentando gli stessi dati illustrati sabato mattina, in anteprima, ai cittadini coinvolti nel progetto di monitoraggio delle emissioni odorigene (OdorTel Taranto). (Leggi qui l’intervista: https://www.inchiostroverde.it/eni-e-cattivi-odori-la-situazione-si-aggrava-e-con-tempa-rossa-sara-ancora-peggio/).
Sotto accusa è sicuramente l’Eni che continua a contraddistinguersi per il suo approccio negazionista nei confronti di una problematica che colpisce i tarantini a partire dalle narici. Eppure, come ha detto il dottor Giua, tutti gli elementi giocano contro la Raffineria: «I dati elaborati negli ultimi 2-3 anni, la direzione del vento quando si verificano i cattivi odori». InchiostroVerde è in possesso dei grafici proiettati sabato scorso all’ex ospedale “Testa”, davanti a un folto numero di cittadini, molti dei quali hanno svolto l’utile ruolo di recettori umani.
In questa prima immagine potete vedere come sono collocati i 67 recettori e i due campionatori olfattometrici automatici sul territorio tarantino.
Nel grafico seguente, invece, potete notare l’andamento delle segnalazioni nel corso del 2015. L’anno era partito bene, ma da settembre è stato caratterizzato da un intensificarsi dei picchi.
Gli eventi campionati tra settembre e dicembre 2015, come potete notare dal seguente grafico a torta, rappresentano il 71% del totale.
Di seguito il grafico relativo ai risultati olfattometrici del 2015.
In quest’altra tabella, è visibile il trend 2014-2015 che testimonia l’aggravarsi della situazione a fine 2015.
Infine, mostriamo le immagini che provano un collegamento tra le puzze avvertite dai recettori e la raffineria Eni: i venti provengono proprio da quella direzione. La prima immagine riguarda gli eventi odorigeni segnalati (2014-2016), la seconda gli eventi odorigeni significativi segnalati nello stesso periodo.
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