Stop alle auto fantasma straniere: arriva la direttiva “cross border”

Da oggi anche all’estero la vostra auto può essere identificata e multata. Si chiama “direttiva cross-border” la norma che consente la trasmissione internazionale dei dati. Tramite il Portale dell’Automobilista, nell’area Info-web, recentemente è comparsa una nuova icona denominata “veicoli direttiva cross border” con accesso riservato agli organi di polizia stradale.

Questa funzione permette di acquisire i dati dei proprietari di veicoli stranieri, per la notifica di otto tipologie di infrazione, quattro derivate da una proposta iniziale del Parlamento Europeo quali l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, il transito con semaforo rosso e l’elevato tasso alcolemico del conducente. Queste sono state integrate successivamente dalla guida sotto l’effetto di stupefacenti, il mancato utilizzo del casco, l’utilizzo indebito di una corsia vietata e l’utilizzo di cellulare alla guida.

Per chi lavora nel mondo della sicurezza stradale, l’attuazione della “direttiva cross border” significa, finalmente, la prima grande vittoria verso i tanti furbetti delle auto straniere che impazzano su strade e autostrade, spesso consapevoli che nessuno avrebbe mai avuto accesso ai loro dati. Stop perciò alle auto “fantasma” per le suddette violazioni. Finalmente in Europa si parla la stessa lingua, quella della legalità e dell’uguaglianza sulle strade e sul rispetto reciproco dell’incolumità pubblica, perché tutti i dati dei proprietari di veicoli italiani, tramite la Motorizzazione Generale, da oggi sono accessibili anche alle autorità di polizia straniere. Quindi per le prossime vacanze estive, possiamo coniare il detto “automobilista avvisato, automobilista salvato”.

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Leggere e facili da montare e smontare: sono le prime catene in plastica, realizzate dal produttore francese Joubert Productions, che per ora le propone per diverse dimensioni di pneumatici di autovettura. Le catene hanno ottenuto l’omologazione austriaca Önorm 5117, che è riconosciuta in tutta Europa. Oltre alla leggerezza, un altro importante vantaggio delle catene da neve in plastica è che non arrugginiscono. Il quotidiano online sulle materie plastiche polimerica.it spiega che le doti di resistenza, unita a un’elevata flessibilità a basse temperature, derivano dalla scelta del materiale, l’Elastollan, un poliuretano termoplastico della Basf.

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L’airbag fa parte dell’equipaggiamento di serie delle auto ormai da molti anni, con l’obiettivo di proteggere chi si trova all’interno. Ora, la nuova frontiera della sua evoluzione potrebbe essere quella di agire anche all’esterno, attutendo l’impatto tra un veicolo e un altro. Il prototipo presentato da ZF TRW – uno dei principali fornitori del mercato automotive – va proprio in questa direzione, proteggendo la parte laterale dell’auto in un tamponamento da incrocio laterale, quello che gli americani chiamano ‘T-Bone’. E’ un ‘cuscino’ dal volume doppio rispetto a quello degli airbag tradizionali, che arriva a circa 200 litri e ha bisogno di due dispositivi per il gonfiaggio anziché uno. La sua attivazione, inoltre, è diversa da quella dei ‘bag’ interni, perché deve avvenire un attimo prima della collisione e non appena dopo. Quindi si tratta di un sistema complesso, definito di precrash, che sfrutta i sensori e le telecamere dell’auto per capire quando sta per avvenire un impatto .

“E’ un dispositivo molto interessante – ha dichiarato ad Automotive News Europe Steve Peterson, Direttore globale dei sistemi di sicurezza di ZF TRW – soprattutto per le auto più piccole e più basse, ma ci sono dei problemi da risolvere”. Uno di questi è l’esposizione che un dispositivo esterno come questo ha agli effetti corrosivi della pioggia, del sale e della sporcizia in generale.  “C’è molto lavoro da fare – ha aggiunto Peterson – ma questa è una grande sfida e vogliamo portarla avanti”. (Notizia Ansa)

A cura di Fabiana Di Cuia, laureata con lode in Scienze della Comunicazione  – Giornalista – Insegnante di Scuola Guida, abilitata dal 2003.

 Autoscuola 2000 Di Cuia, via Calamandrei, 12 (Taranto)

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