Lo Sblocca Italia e le continue concessioni di ricerca di giacimenti di petrolio nelle coste italiane e in particolari pugliesi, fanno pensare che in realtà le scelte del Governo Renzi vadano in tutt’altra direzione. Di recente i Verdi hanno lanciato una petizione contro le concessioni di ricerca nelle Isole Tremiti, che è stata accolta da moltissimi i cittadini e che sta facendo il giro del web, raggiungendo quasi sessantacinquemila consensi.
Taranto paga due volte con questa politica se non di più. “l’attacco del petrolio nella nostra città è per terra e per mare”. Basti pensare alla variazione del piano regolatore del porto dello scorso consiglio comunale che consentirà l’allungamento del pontile per altri 500 m, annunciandoci con assoluta certezza la realizzazione del progetto Tempa Rossa, il petrolio estratto nella vicina Basilicata. Anche questa terra è presa di mira dalle multinazionali del petrolio ormai. Questa quantità di greggio che transiterà attraverso Taranto potrebbe portare al raddoppio della raffineria? Non ci stupirebbe, visto il progetto criminoso sulla salute ambientale che il governo ha messo in atto in questi ultimi sessanta anni nella nostra città.
Tutto questo lo fanno passare come opportunità di lavoro,in una città che conosce soltanto il ricatto occupazionale con la grande industria. Eppure è ormai noto a tutti che il fare Verde ha in se delle potenzialità di ricchezza incredibili. Anche in Italia l’economia green produce numeri importanti. Pensate che le “aree protette “ contano solo in Italia (dato del 2011) 80.000 posti di lavoro, tra ricercatori, servizi e indotto e senza considerare la ricaduta sulle province dove queste stesse aree sono situate. Per cui ribadiamo ancora una volta Stop a Tempa Rossa che precluderebbe lo sviluppo di una Riserva Naturale per le isole Cheradi e una Riserva Marina per i Fondali, cosi come previsto dal DPR 1998. Titoli meritati per la straordinaria biodiversità dell’isola stessa e per la ricchezza della fauna marina che vede delfini e tartarughe marine popolare il mare antistante la città di Taranto.
La sola ricerca dei pozzi di petrolio potrebbe determinare la perdita di questo meraviglioso mondo marino, oltre che impoverire il settore ittico, che dalla tecnica dell’airgun viene fortemente compromesso. Un attacco dunque a quelle che possono essere le potenzialità di uno sviluppo del territorio oltre a danneggiare l’economa locale già esistente. L’energia fossile è un problema, l’energia rinnovabile invece è una opportunità. Grazie a recenti studi di Greenpeace, una politica energetica nel settore delle rinnovabili Comunitaria porta a 800 mila nuovi posti di lavoro in Europa e 400 mila nel campo dell’efficienza energetica, per un totale di 1,2 milioni di posti di lavoro in Europa. L’Italia per la sua collocazione geografica e per le sue caratteristiche climatiche avrebbe un potenziale di sviluppo incredibile solo se il governo facesse una politica di investimento libera dal potere delle lobby delle multinazionali.
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