“Abbiamo avuto segnalazioni di intimidazioni fatte ad alcune persone che andavano a votare e sappiamo anche di compravendite di voti in cambio di denaro. Oggi stesso andrò dal Questore per denunciare queste gravi irregolarità” la dichiarazione di allora del leader della Federazione dei Verdi rilasciata all’agenzia di stampa Adnkronos.
Il sospetto di infiltrazioni mafiose fu poi ribadito a gran voce dallo stesso Bonelli, nel corso della seduta del Consiglio Comunale del 9 ottobre 2014, in seguito alle dichiarazioni rilasciate dalla Procura Distrettuale Antimafia la quale, in modo assolutamente chiaro ed inequivocabile, aveva censurato il comportamento dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Ippazio Stefàno.
Angelo Bonelli formulò espressa richiesta al Prefetto dott. Guidato al fine di valutare le condizioni per lo scioglimento del Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 143 del D.Lgs. 267/2000 e la rimozione – in applicazione del principio di precauzione – del presidente della commissione urbanistica Giovanni Guttagliere, definito nelle intercettazioni ‘uomo nostro’ dal sodalizio criminale D’Oronzo-De Vitis.
Il leader dei Verdi in tale occasione fu aspramente attaccato dai banchi della maggioranza mentre, al contrario, la consigliera Ncd Giuseppina Castellaneta, moglie di Michele De Vitis, uno dei 52 arrestati nel blitz “Alias” e fratello del boss Nicola De Vitis, raccolse la piena solidarietà dell’assise dopo la lettura di una lettera in replica alle dichiarazioni di Bonelli. L’Associazione Verdi Taranto, da sempre impegnata a perseguire la “buona politica” all’insegna della trasparenza e della rettitudine morale, esprime la propria vicinanza alla Magistratura e confida nel suo operato affinché vengano definitivamente estirpati il malaffare ed i sistemi, nonché le prassi, di clientelismo politico sempre più frequenti nella nostra città. La “rivoluzione gentile” dei Verdi continua e non si è mai arrestata, tanto meno in vista delle prossime elezioni comunali.
Associazione dei Verdi di Taranto – Coportavoce Ada Le Noci e Luca Piccione
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