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“Guidare il Tir è usurante”: a breve il Ddl

E’ approdata al Senato della Repubblica, con la conferenza stampa di Palazzo Madama dello scorso 23 dicembre,  l’iniziativa “Guidare il Tir è usurante” di TrasportoUnito. Presenti, per l’associazione, il segretario generale  Maurizio Longo, il presidente Drive CLUB  Antonio Mollica, il segretario per la provincia di Taranto  Biagio Provenzale, che hanno relazionato all’evento insieme ai rappresentanti politici che risultano firmatari, per primi, della “legge per il riconoscimento del lavoro usurante per gli autisti di veicoli industriali”. Hanno partecipato, unitamente ad operatori del settore, Confartigianato Trasporti (in persona del componente della segreteria nazionale, Sergio Soffiatti), organizzazioni sindacali ed associazioni di Formazione Professionale – settore Automotive.

“Inspiegabile”, l’esclusione del lavoro di autista di veicoli industriali dall’elenco dei lavori usuranti e, pertanto, di “atto dovuto” per il mantenimento dell’efficienza fisica dei conducenti e per la sicurezza della circolazione stradale, hanno parlato i senatori Bartolomeo Pepe (Gruppo Grandi Autonomie e Libertà) e Michelino Davico (Moderati) annunciando – in aggiunta alla presentazione di interrogazioni e alla ripresentazione in ogni occasione utile di un emendamento – la realizzazione di un disegno di legge finalizzato a tutelare la dignità del lavoro ed i lavoratori della categoria.  

Per Serenella Fucksia (M5S), quella del Camionista è una professione da inserire immediatamente nell’elenco delle professioni usuranti, al pari del medico chirurgo cardiovascolare e del lavoratore edile: la Senatrice ha annunciato l’esistenza di un DdL pronto già da un anno per i lavori usuranti in genere, evidenziando – nella sua qualità di medico competente – come dallo svolgimento di un’attività usurante (secondo le previsioni del D.Lgs. n. 374/93) scaturisca – per il lavoratore – oltre ad un incremento delle possibilità di contrarre malattie e rischi, una riduzione dell’aspettativa media di vita. Allo scopo, sono individuati almeno quattro elementi che consentirebbero – sin da subito – di estendere il beneficio previdenziale previsto per le mansioni usuranti ai conducenti di camion: 1. Tempi; 2. Stress da strada (rischio incidenti); 3. Postura ergonomica sfavorevole; 4. Alimentazione non corretta (con insorgenza di patologie cardiovascolari e/o legate a disturbi del sonno). La Senatrice, ritenendo sconveniente il calcolo delle “quote” operato dalla riforma “Fornero”, introduce il principio del “discrimine di qualità” del lavoro: ciò consentirebbe di anticipare l’età pensionabile fino ad un massimo di 10 anni, per effetto di un calcolo che tenga conto sia degli anni lavorativi dell’individuo che di un coefficiente di usura specifico per tipologia di mansione svolta, stabilito da una commissione consultiva che si riunisce ogni 3 anni, aggiornando l’elenco delle tabelle usuranti.

Di impianto normativo italiano fallimentare per l’autotrasporto ha parlato il Segretario Generale di Trasportounito, Maurizio Longo, descrivendo una situazione di privilegio dei committenti e delle “pressioni” da questi esercitate sulle aziende di autotrasporto: 1. Zero responsabilità, 2. Pagare il meno possibile; 3. Puntualità nella consegna. Longo ha evidenziato la necessità di scongiurare che tali pretese si scarichino interamente sulle aziende di autotrasporto e sui conducenti auspicando, a monte, una migliore politica dell’autotrasporto; a valle, il giusto riconoscimento del lavoro “usurante” per gli operatori di categoria. In assenza di tali interventi, ha ribadito, sarà difficile invertire uno scenario sempre più segnato dalla migrazione internazionale delle imprese di autotrasporto ed impossibile salvaguardare l’occupazione dei conducenti italiani.

Superare la conflittualità imprese/conducenti e lottare insieme per tutelare le poche imprese italiane ancora in attività e posti di lavoro: l’obiettivo è espresso nel corso della conferenza dal Presidente del Drive CLUB Trasportounito, Antonio Mollica, auspicando un aumento dei controlli sui veicoli con targa estera circolanti in Italia da parte delle forze di P.S. e l’introduzione di una normativa efficace per il contrasto del cabotaggio irregolare. Cordoglio e solidarietà sono stati espressi alle famiglie dei conducenti di camion morti sul lavoro considerando urgente e necessario prevenire nuovi fatti di cronaca, introducendo uno strumento idoneo ad incidere sul la sicurezza della circolazione stradale, pregiudicata dalla soppressione dei costi di sicurezza per l’autotrasporto (L. n. 127/2010 ed art. 83 bis. L. 133/2008).

L’auspicio di Biagio Provenzale, di Trasportounito Taranto, è stato quello di addivenire in tempi brevissimi al riconoscimento del lavoro usurante per i Camionisti, ritenendo errate e quanto mai distanti dal quotidiano le risposte fornite a precedenti interrogazioni laddove, affermando che “fare il camionista non è certo un lavoro usurante se si rispettano le norme che stabiliscono l’orario massimo giornaliero alla guida” non tengono debitamente conto dello scarso potere contrattuale delle imprese di autotrasporto nei confronti dei propri committenti; equiparano il riposo effettuato in cabina e lo stress che scaturisce dalla probabilità di essere vittima di furti, rapine o danneggiamenti alla stregua di quello consumato presso la propria dimora; risultano indifferenti ad sistema infrastrutturale carente di servizi per l’autotrasporto e per i conducenti, rendendo difficoltoso – se non impossibile – conciliare esigenze espresse dalla filiera logistica e rispetto dei tempi di guida e di riposo, così come prescritti dal Reg. n. 561/2006/CE.

 

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