“La verità è che lavoro per decarbonizzare la Puglia, dove sbarcherà dall’Azerbaigian il metanodotto di Tap. Ne ho parlato a Parigi, alla conferenza sul clima”, spiega. “Occorre cambiare registro. E puntare sul gas per evitare che Ilva chiuda rovinosamente. I nuovi impianti avrebbero un costo accettabile e nel momento in cui entreranno in funzione nel giro di dieci anni, i vecchi altiforni diventerebbero un brutto ricordo. Per l’Eni sarebbe un affare, secondo me”.
“Il premier Renzi insieme col sottosegretario De Vincenti e il ministro Guidi, devono avere fiducia nel sottoscritto. A mio parere, ci stanno pensando. La mia non è una sfida, ma una proposta di collaborazione”. “Non ho avuto contatti con la multinazionale, comunque ho l’impressione che sia favorevole a questo progetto”, precisa. L’alternativa è che “qualche privato metterà le mani sull’Ilva solo per smontarla e ricavarne vantaggi economici.Perché mai nessuno comprerebbe un’azienda che cade a pezzi e che ha bisogno del carbone per funzionare”.
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