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Pm10 a Taranto, Asl e Arpa: nessun allarme in atto

TARANTO – Un  incontro tecnico che si è trasformato in conferenza stampa per volere del sindaco Ezio Stefàno che ha approfittato della presenza a Palazzo di Città di vari esperti per fare il punto sulla questione ambientale. Presenti, intorno allo stesso tavolo, Giorgio Assennato (Arpa Puglia), Sante Minerba (Registro Tumori  – Asl Taranto), Michele Conversano (Dipartimento di Prevenzione – Asl Taranto), Nicola Cardellicchio (Cnr), il sindaco di Statte Angelo Miccoli. I giornalisti sono stati chiamati a raccolta per le ore 10 dal Comune di Taranto con una mail inviata alle 9.38. Non tutti, ovviamente, hanno avuto modo e tempo di raccogliere l’invito e presentarsi sul posto per l’orario indicato. La riunione tra esperti, comunque, è ancora in corso e vede una platea formata anche da medici, farmacisti e consiglieri comunali della commissione “Ambiente”.

Per Michele Conversano è stata l’occasione giusta per confermare l’approccio della Asl di Taranto e del Dipartimento di Prevenzione rispetto alla tutela della salute pubblica. La relazione pubblicata nei giorni scorsi nel sito della Asl indicava alla cittadinanza delle prescrizioni e dei suggerimenti da seguire in caso di criticità ambientali dovute all’eventuale innalzamento dei livelli di PM10. Non si trattava, quindi, di comportamenti da adottare sempre come ha fatto intendere la stragrande maggioranza dei media cavalcando un mix di disinformazione e terrorismo psicologico.

«Oggi ho mostrato delle slide per dimostrare che nelle ultime due settimane, ci sono state altre città come Venezia, Roma, Torino che hanno registrato un livello di inquinamento superiore a Taranto, e non mi sono basato su grandi studi scientifici, ho semplicemente confrontato i dati Arpa delle varie regioni italiane (vedi slide affianco, ndr) – ha spiegato a InchiostroVerde Conversano facendo notare che a Taranto i valori di Pm 10 sono rimasti al di sotto del limite di 50 μg/m3 – noi abbiamo semplicemente voluto dare ai cittadini del rione “Tamburi”, i più esposti alle fonti inquinanti, alcuni consigli da adottare durante i Wind Days. Si tratta di una fetta della popolazione che ha maggiormente subito in passato gli effetti legati ad alti livelli di inquinamento, quindi soggetta ad una maggiore vulnerabilità. Da qui l’esigenza di adottare il principio di massima precauzione».

Nei giorni scorsi, Conversano ha avuto modo di esprimere alla giornalista Rai Carolina Casa il proprio sconcerto per il messaggio di eccessivo allarmismo lanciato da un servizio del Tg1 trasmesso durante un’edizione serale.  Anche il direttore di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, ha voluto precisare che a Taranto non si sta vivendo una fase di emergenza: «Oggi abbiamo voluto chiarire il carattere essenzialmente precauzionale delle nostre azioni: l’allarme sanitario non esiste. La situazione è sottoposta ad un controllo continuo da parte nostra ed è nettamente migliorata, non solo rispetto ad altre zone d’Italia ma anche rispetto ad altre città pugliesi. Dare consigli tesi alla cautela non significa che è in atto una situazione catastrofica». Assennato ha comunque ricordato che nel momento in cui la produzione dell’Ilva tornerà ai livelli di un tempo, intorno a otto milioni di tonnellate, le criticità sanitarie torneranno di drammatica attualità.

Ai consiglieri comunali che hanno lamentato un difetto di comunicazione in merito ai contenuti della relazione Asl, Assennato ha detto: “Se la città è muta, se non ha anticorpi democratici contro il catastrofismo dilagante, non si possono accusare gli organi tecnici. Dove sono i singoli amministratori, i singoli professionisti che hanno il diritto e il dovere di contrastare l’allarmismo valorizzando le informazioni di Asl e Arpa?”. Domanda rimasta senza risposta. E anche i media – locali e nazionali – dovrebbero “maneggiare” con più attenzione e senso di responsabilità temi così delicati. Perché è vero che l’inquinamento industriale resta un nemico da contrastare ed annullare quanto prima, ma non è giusto farlo distorcendo o manipolando elementi oggettivi pur di raccogliere qualche “click” o “mi piace” in più su Internet e sui Social Network.

Alessandra Congedo

 

 

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