Riceviamo e pubblichiamo nota stampa a firma di Vittoria Orlando e Nino Carbotti, co-portavoce del Movimento civico “ Taranto Respira”.
Negli ultimi cinquant’anni della nostra storia cittadina si è dato sempre più spazio alla libertà imprenditoriale in un’ottica di bieco sfruttamento e ricatto, in netto contrasto con i dettami della nostra Costituzione (art.41 co.2)e con i più basilari principi di etica e giustizia sociale. trascurando in toto tutte le misure necessarie per salvaguardare la sicurezza, la dignità, l’integrità psicofisica del lavoratore. Tutto ciò senza considerare che il miglioramento costante della professionalità e delle condizioni del lavoratore costituisce la prima e indispensabile condizione per lo sviluppo e la modernizzazione delle nostre imprese.
Concetti troppo alti per una classe politico-amministrativa, che preferisce prostrarsi alle ragioni dei più forti abbandonando ad un destino ormai ben delineato i propri figli. Concetti troppo moderni per un sindacato che è diventato la parodia di se stesso e preferisce non rendersi autonomo dalla politica pur di mantenere quasi intatto il numero delle tessere. Qui non stiamo polemizzando su grande industria o su questioni ideologiche ma mettiamo in seria discussione l’esistenza e l’utilità di questa classe politica e del sindacato che, da copione, hanno proclamato uno sciopero e il lutto cittadino. E così avanti fino al prossimo mortale e prevedibile incidente.
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