In vista della conferenza di Parigi, le imprese e organizzazioni di imprese green italiane chiedono che siano adottati target legalmente vincolanti, ripartiti tra gli Stati secondo criteri di equità e in grado di limitare l’innalzamento della temperatura al di sotto della “soglia di sicurezza” dei 2 gradi centigradi. Ma chiedono anche che questi siano accompagnati da adeguati strumenti e iniziative, a cominciare dal sostegno a una seria riforma fiscale che, tramite forme di carbon tax anche associate ad altri sistemi di carbon pricing, sia in grado di attribuire i giusti costi alla CO2, di alleggerire la pressione fiscale su lavoro e imprese, di includere la rimozione dei sussidi dannosi per l’ambiente, a cominciare dai 510 miliardi di dollari alle fonti fossili, e di riallocarli in chiave green.
Un ruolo importante lo dovranno svolgere gli interventi sull’efficienza energetica in tutti i settori, a cominciare da mobilità, industria ed edifici, e ovviamente le rinnovabili, di cui bisogna accelerare la crescita evitando interventi dannosi come quelli che in Italia hanno portato tra il 2011 al 2014 al crollo della potenza elettrica installata da oltre 11.000 a meno di 700 MW/anno. L’Appello stressa inoltre il ruolo dell’agricoltura, sia in termini di mitigazione che di adattamento e il potenziale positivo dell’eco-innovazione e, in particolare, della circular economy. L’appello è stato già stato sottoscritto da Barilla, BioChemtex, Ferrovie dello Stato, Landi-Renzo, Montello, Novamont, Philips Italia, Poste Italiane e Viscolube e sarà consegnato al Ministro dell’Ambiente Galletti in vista della Conferenza internazionale sul clima in programma a dicembre a Parigi.
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