Porto Pirrone: rimossa dai fondali rete fantasma pericolosa per animali marini e uomini

TARANTO – I subacquei del Circolo Calipso Sub sono stati i protagonisti di una lodevole iniziativa volta all’individuazione e alla successiva rimozione di una rete fantasma abbandonata in mare, in località Porto Pirrone, su fondale misto (coralligeno e sabbia con cespugli di Posidonia oceanica) ad una profondità di 22 metri. 

Oltre a deturpare il paesaggio marino ricoprendo ampi tratti di fondale, le reti fantasma rappresentano una trappola mortale per un gran numero di animali marini. I molluschi, i crostacei e i pesci che si impigliano nelle maglie vanno incontro ad una lenta e dolorosa agonia, mentre le tartarughe e i cetacei imprigionati non riescono più a raggiungere la superficie e muoiono annegati. 

Le reti fantasma rappresentano anche un grave pericolo per i subacquei che effettuano immersioni ricreative o per chi si immerge in apneaPurtroppo, i fondali dei nostri mari sono letteralmente disseminati da reti fantasma perse o peggio abbandonate da alcuni pescatoriche invece di custodire il mare che dà loro sostentamento, lo considerano alla stregua di una discarica.

Con l’ammirevole intento di liberare il mare da queste micidiali trappole, i subacquei del Circolo Calipso Sub hanno localizzato una rete fantasma in località Porto Pirrone e hanno organizzato le procedure per il recupero. Si tratta di una rete da posta con l’estremità superiore sostenuta da galleggianti che la mantengono in posizione verticale, creando un vero e proprio muro verticale vicino al fondo del mare (foto di Miriam Linciano).

Nella giornata di oggi, 8 novembre 2015, i subacquei Pietro Antonucci, Giuliano Longo, Angelo Salvatore, Rino Sanges, Francesco Spada, Roberta Trani, hanno proceduto alle difficoltose operazioni di rimozione della rete lunga una cinquantina di metri. A supporto dei sub, due imbarcazioni capitanate dal presidente del circolo, Massimo Mezzapesa, e da Giacinto Ribezzo. La rete è stata infine issata in superficie e tagliata in pezzi più piccoli per essere successivamente smaltita.

La portavoce del circolo, Miriam Linciano, così commenta l’impegnativa giornata: “Le fasi di recupero documentate con immagini subacquee, saranno descritte in una relazione che costituirà un embrione di linee guida, migliorabili di volta di volta, che ci auguriamo possa essere d’aiuto anche alle altre associazioni che intendano intraprendere azioni di recupero, con noi o autonomamente”. 

Con la speranza che questi generosi atti di buona volontà e amore disinteressato verso il nostro mare possano essere presi come esempio e moltiplicarsi sempre più.

 Rossella Baldacconi, PhD in Scienze Ambientali

 

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