A quanto ci risulta sarebbero state raccolte diverse tonnellate di materiale e quindi migliaia di litri di prodotti oleosi. Da lunedì mattina, quando vi è stata la segnalazione dello sversamento da parte di Ilva alla Ecotaras, una quantità di materiale oleoso ha continuato a sversarsi nei pressi del canale. Sul posto era intervenuta anche la Capitaneria di Porto, mentre erano state allertate Arpa Puglia e Autorità Portuale. La Capitaneria di Porto ha potuto accertare che l’immediata attività di contenimento da parte della Ecotaras ha impedito che il materiale oleoso, forse idrocarburico, arrivasse al largo e fatto in modo che rimanesse, pertanto, confinato nella zona della foce del canale Ilva.
E’ atteso, nei prossimi giorni, il rapporto che sarà redatto da Arpa Puglia dopo il sopralluogo effettuato sul posto. Rapporto che dovrebbe chiarire la natura del materiale sversato. Da Ecotaras, inoltre, si attendono i dati sulla quantificazione del materiale. Ricordiamo, che l’Ilva ha motivato lo sversamento con il malfunzionamento di una valvola, ubicata nel reparto trattamento acque attinente all’impianto di laminazione del treno nastri 2. La stessa azienda, in una nota stampa, aveva parlato di “situazione sotto controllo” e di “una contenuta quantità di materiale oleoso” sversata. Ma la quantità non doveva essere così “contenuta” se le attività di bonifica sono ancora in corso. Della vicenda si sta occupando anche la magistratura ionica. Nei prossimi giorni vi forniremo gli eventuali sviluppi della vicenda sperando di rompere, nel nostro piccolo, il silenzio che spesso accompagna questo genere di eventi dando per scontate le rassicurazioni fornite dall’azienda. L’ennesima aggressione alle acque ioniche e all’ecosistema marino non può rimanere l’affare di pochi.
Alessandra Congedo
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