La pellicola oleosa induce anche la morte dei microscopici organismi animali e vegetali che costituiscono il plancton e che vivono in prossimità della superficie. A questa grande categoria appartengono gli organismi alla base delle principali reti alimentari marine ma anche numerosissime forme larvali di altrettanti animali che trascorrono le prime fasi della loro vita nel plancton. Insomma, le sostanze oleose inducono un impatto gravissimo sulla superficie del mare e le frazioni più pesanti possono anche affondare e depositarsi sul fondo arrecando danni agli organismi che vivono attaccati al substrato roccioso e che non possono allontanarsi in aree non inquinate.
E le operazioni di contenimento e aspirazione dell’olio sversato non potranno mai sanare del tutto il tratto di mare contaminato. L’impatto prodotto ieri si aggiungerà ai mille altri impatti che il nostro mare continua a subire da decenni. Quando finirà questa schiavitù? Quando la città capirà che il Mare è l’unica speranza? Quando si accorgerà che nonostante tutte le violenze subite, il Mare continua a offrirci tesori naturalistici che non meritiamo e che sono sempre in costante pericolo?
Rossella Baldacconi, Dottore di Ricerca (PhD) in Scienze Ambientali
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