Organizzato nella sede del “Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Doc e Igt” a Uggiano Montefusco, grazie alla sinergia tra il “Consorzio di tutela e di valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva della Murgia Tarantina” e la “Ajprol – Società cooperativa agricola dei produttori olivicoli”, e i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea e dall’Agea, il corso sta coinvolgendo ben 20 giovani aspiranti assaggiatori in un percorso di conoscenza che, una volta terminato, rappresenterà un patrimonio per l’intero territorio.
«La voglia di tornare nei campi è sempre più impellente tra le nuove generazioni – ha aggiunto il presidente Cavallo, che ricopre anche la carica di vicepresidente di Ajprol – e occasioni come questa permettono di soddisfarla attraverso modalità che solo pochi anni fa non avremmo immaginato. Lavorare nel settore agricolo, quindi, non è più esclusivamente un atto “fisico”: bisogna prepararsi, studiare, approfondire, scoprire strade nuove, diversificare».
Attraverso questo corso di 35 ore, che ha trovato il sicuro sostegno di Coldiretti Taranto, 20 ragazzi stanno acquisendo preziose conoscenze specialistiche. Il programma completo, infatti, ha messo i partecipanti di fronte a cinque lezioni (5, 6, 7, 8 e, ancora da tenere, 16 ottobre) che hanno come obiettivo l’ottenimento di un attestato di idoneità fisiologica all’assaggio, utile all’iscrizione nel competente albo regionale. Direttore del corso è l’agronomo Armando Fonseca, affiancato dalla coordinatrice Giusy Daversa e dal capo panel Nicola Perrucci.
Tra teoria e pratica, tra analisi sensoriali, tecniche di produzione e estrazione, approfondimenti normativi, i partecipanti stanno conoscendo un mondo, quello dell’olio d’oliva, che racconta molto della nostra terra. Un mondo che, purtroppo, deve far fronte a continui attacchi che si chiamano concorrenza sleale e contraffazione. «Il corso – ha concluso Alfonso Cavallo – servirà anche a far crescere la coscienza e la conoscenza di questo prodotto. I giovani partecipanti, forse, ancora non sanno che saranno un baluardo a protezione della qualità del nostro olio d’oliva: saranno loro, con le loro capacità professionali, a preservare la grande tradizione dell’olivicoltura pugliese».
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