«Nuove attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi comporterebbero un impatto devastante non solo per l’ecosistema marino ma anche per le attività che oggi costituiscono una preziosa risorsa economica per i Paesi costieri, come la pesca e il turismo. Tutto per una politica energetica miope ed anacronistica a solo vantaggio delle compagnie private, visto che le quantità di idrocarburi in gioco sono risibili a fronte dei grandi i rischi e dei possibili danni che ricadrebbero sulla collettività. Dopo l’ok da parte del Ministero dell’Ambiente alle ricerche petrolifere in Puglia, nel tratto di costa da Mola di Bari a Fasano, occorre lanciare una vera e propria vertenza ambientale dell’Adriatico che coinvolga anche gli altri Paesi costieri per valutare l’impatto cumulativo delle attività di prospezione e ricerca e estrazione di idrocarburi».
Commenta così Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, la notizia dello sblocco di tre provvedimenti di VIA da parte del Ministero dell’Ambiente – sui quali l’associazione ambientalista ha presentato delle osservazioni – relativi alle prospezioni del fondo marino per la ricerca di idrocarburi nell’ambito dei permessi di ricerca al largo delle coste del barese e del brindisino.
A tal proposito Goletta Verde, la storica campagna in difesa del mare, quest’anno partirà dalla Croazia, per dare un impulso a una partecipata mobilitazione contro le trivellazioni petrolifere che minacciano l’Adriatico. Insieme a SOS Adriatico – la coalizione ambientalista croata – il 20 giugno a Rovigno, l’equipaggio del battello ambientalista parteciperà ad una grande assemblea internazionale da cui lancerà un appello in difesa delle coste e del mare Adriatico. L’obiettivo è creare un fronte compatto – associazioni, cittadini, istituzioni – contro le trivellazioni petrolifere. Il mare Adriatico è un ambiente estremamente fragile per le caratteristiche proprie di “mare chiuso”.
Sono 36.823 i kmq del Mar Adriatico croato suddivisi in 29 macro aree da investigare per la ricerca di idrocarburi. Un’attività che andrebbe ad aggiungersi alle 9 le piattaforme di estrazione di gas in acque croate e a quelle presenti nelle acque italiane. Qui le aree interessate da attività di ricerca petrolifera ammontano a quasi 12.000 kmq. Sono 6 le piattaforme già attive per l’estrazione di greggio. Nell’Alto Adriatico italiano, invece, sono attive 39 concessioni per l’estrazione di gas, da cui si estrae il 70% del metano prodotto in Italia.
«In occasione della partenza di Goletta Verde dalla Croazia, il prossimo 20 giugno lanceremo il manifesto #StopSeaDrilling, per dire ‘no’ alle estrazioni in Adriatico, da Polignano a Mare – Comune premiato per la prima volta con le “5 vele” di Legambiente e Touring Club Italiano» conclude Tarantini.
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