Abbiamo un mare favoloso che più di qualcuno paragona ai Caraibi. Tutto l’anno noi di ‘Made in Taranto’ abbiamo speso 5000€ in promozione e pubblicità del nostro territorio. I turisti quest’anno sembrano arrivare in numero più cospicuo rispetto ai periodi precedenti, ma lo spettacolo cui si assiste passeggiando sulle nostre spiagge è indecoroso ed indegno di un paese civile! Non vogliamo dare la colpa a nessuno ma risolvere il problema. Per questo, stamattina noi di ‘Made in Taranto’ abbiamo contattato gli uffici dell’UEPE e interpellato alcuni funzionari con cui abbiamo già attuato delle collaborazioni: Anna Lasorte, Patrizia Cervellera, Alessandra Ingrassia. E quindi la buona notizia: la soluzione c’è.
E sono due: da un lato è possibile attivare un protocollo ordinario con il tribunale di Taranto per l’affidamento di lavori di pubblica utilità a chi è stato condannato per reati minori. Da un altro lato, è possibile avvalersi della giustizia riparativa e favorire progetti di inclusione sociale. In pratica, per i reati previsti dal Codice della Strada (guida in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti), è previsto che la pena detentiva e pecuniaria possa essere sostituita con lavori di pubblica utilità. Essi sono realizzati presso Enti locali o associazioni che hanno sottoscritto una convenzione con il Tribunale di Taranto. Gli enti ed associazioni mettono a disposizione un numero variabile di posti disponibili che sono regolarmente utilizzati a questo scopo. I lavori di pubblica utilità possono consistere nella prestazione di opera materiale o intellettuale, quali, ad esempio, i servizi di manutenzione del verde, o di assistenza alla persona, o di collaborazione alle attività degli enti, quali quelli svolti, in passato, dagli obiettori di coscienza; unico onere a carico dell’ente convenzionato è la copertura assicurativa INAIL, per gli enti locali, o volontaria per gli altri enti.
La normativa di riferimento è l’art. 73 comma 5-bis del d.p.r. 309/1990 e gli articoli 186 comma 9-bis e 187 comma 8-bis del d.lgs.285/1992. Chi può richiederlo: l’interessato con l’’ssistenza di un difensore munito di procura. La sanzione viene disposta dal giudice su richiesta dell’imputato, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’art 444 del codice di procedura penale (patteggiamento). Con la sentenza di condanna il giudice individua il tipo di attività, nonché l’ente o l’amministrazione dove deve essere svolto il lavoro di pubblica utilità. La prestazione di lavoro non retribuita ha una durata corrispondente alla sanzione detentiva irrogata (la durata della pena detentiva irrogata è corrispondente a un giorno, inteso come due ore, di lavoro di pubblica utilità, che corrisponde anche a 250 euro di pena pecuniaria). ‘Made in Taranto’ ha fiducia nella politica e nelle Istituzioni. Per cui auspichiamo che questa proposta non passi inosservata e che ci si attivi con immediatezza nell’interesse del territorio e del suo futuro. ‘Made in Taranto’ è a disposizione per offrire tutto il supporto necessario affinché la proposta trovi la necessaria attuazione.
Made in Taranto
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