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Pulizia delle spiagge: le proposte di “Made in Taranto”

La calda stagione è appena iniziata e tutti parlano di turismo, di progetti e di tante belle idee che però rimarranno ferme al palo se prima non si risolvono i problemi più urgenti. Lo scempio è sotto gli occhi di tutti: le spiagge pubbliche continuano ad essere ricettacolo di immondizia e teatro di uno spettacolo immondo. Non è così che si fa turismo. Non servono grandi progetti se prima non si guarda al concreto. La pulizia delle spiagge deve essere garantita.

Abbiamo un mare favoloso che più di qualcuno paragona ai Caraibi. Tutto l’anno noi di ‘Made in Taranto’ abbiamo speso 5000€ in promozione e pubblicità del nostro territorio. I turisti quest’anno sembrano arrivare in numero più cospicuo rispetto ai periodi precedenti, ma lo spettacolo cui si assiste passeggiando sulle nostre spiagge è indecoroso ed indegno di un paese civile! Non vogliamo dare la colpa a nessuno ma risolvere il problema. Per questo, stamattina noi di ‘Made in Taranto’ abbiamo contattato gli uffici dell’UEPE e interpellato alcuni funzionari con cui abbiamo già attuato delle collaborazioni: Anna Lasorte, Patrizia Cervellera, Alessandra Ingrassia. E quindi la buona notizia: la soluzione c’è.

E sono due: da un lato è possibile attivare un protocollo ordinario con il tribunale di Taranto per l’affidamento di lavori di pubblica utilità a chi è stato condannato per reati minori. Da un altro lato, è possibile avvalersi della giustizia riparativa e favorire progetti di inclusione sociale. In pratica, per i reati previsti dal Codice della Strada (guida in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti), è previsto che la pena detentiva e pecuniaria possa essere sostituita con lavori di pubblica utilità. Essi sono realizzati presso Enti locali o associazioni che hanno sottoscritto una convenzione con il Tribunale di Taranto. Gli enti ed associazioni mettono a disposizione un numero variabile di posti disponibili che sono regolarmente utilizzati a questo scopo. I lavori di pubblica utilità possono consistere nella prestazione di opera materiale o intellettuale, quali, ad esempio, i servizi di manutenzione del verde, o di assistenza alla persona, o di collaborazione alle attività degli enti, quali quelli svolti, in passato, dagli   obiettori di coscienza; unico onere a carico dell’ente convenzionato è la copertura assicurativa INAIL, per gli enti locali, o volontaria per gli altri enti.

La normativa di riferimento è l’art. 73 comma 5-bis del d.p.r. 309/1990 e gli articoli 186 comma 9-bis e 187 comma 8-bis del d.lgs.285/1992. Chi può richiederlo: l’interessato con l’’ssistenza di un difensore munito di procura. La sanzione viene disposta dal giudice su richiesta dell’imputato, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’art 444 del codice di procedura penale (patteggiamento). Con la sentenza di condanna il giudice individua il tipo di attività, nonché l’ente o l’amministrazione dove deve essere svolto il lavoro di pubblica utilità. La prestazione di lavoro non retribuita ha una durata corrispondente alla sanzione detentiva irrogata (la durata della pena detentiva irrogata è corrispondente a un giorno, inteso come due ore, di lavoro di pubblica utilità, che corrisponde anche a 250 euro di pena pecuniaria). ‘Made in Taranto’ ha fiducia nella politica e nelle Istituzioni. Per cui auspichiamo che questa proposta non passi inosservata e che ci si attivi con immediatezza nell’interesse del territorio e del suo futuro. ‘Made in Taranto’ è a disposizione per offrire tutto il supporto necessario affinché la proposta trovi la necessaria attuazione.

Made in Taranto

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