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Scarichi a mare, Regione Puglia: convenzione con la riserva di Torre Guaceto

Non si tratta di un provvedimento con cifre esorbitanti, ma non per questo la sua portata è meno evidente. Anzi si tratta di una piccola rivoluzione per tutelare e migliorare gli ambienti protetti, e insieme provare ad riutilizzare per uso irriguo le acque affinate provenienti da un depuratore e che altrimenti scaricherebbe in mare”. E’ quanto dichiara l’assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, che nella Giunta regionale di mercoledì ha approvato la Convenzione che lo stesso ente stipulerà con il consorzio di gestione dell’area protetta di Torre Guaceto. Risorse destinate ad elaborare un piano preliminare di uso delle acque reflue proventi dal depuratore consortile di Carovigno, in provincia di Brindisi, e che raccoglie le acque fognanti provenienti dagli agglomerati urbani dello stesso Comune e di quelli di San Michele Salentino e San Vito dei Normanni.

Lo studio servirà a trovare soluzioni differenti mettendo in evidenza – spiega Nardoni – i vantaggi della riduzione dell’impatto sugli habitat marini e sulle aree protette, nonché gli inevitabili vantaggi della riduzione dell’emungimento dai pozzi artesiani”. Un provvedimento che prova a fare scuola considerate anche le analogie con l’emergenza relativa al Depuratore di Manduria e il possibile scarico a mare nello specchio acqueo di Specchiarica in provincia di Taranto.

La Misura 1.3 del Programma di Sviluppo Rurale ci consente di occuparci di questi temi strettamente connessi con la conservazione della naturalità degli ambienti in cui si fa pesca e agricoltura. Un tema in cui mi sono già speso affrontando il problema della sostenibilità economica dei Piani industriali dei Consorzi di Bonifica – afferma Nardoni – e pertanto opportunamente sollecitato dai movimenti di Manduria, credo che identico impegno saremmo in grado di assumerlo con la riserva naturale regionale orientata del Litorale Tarantino Orientale”.

Insomma Nardoni propone una Convenzione identica a quella già proposta alla Riserva di Torre Guaceto per tentare di individuare risposte alternative ad un problema che rischia di compromettere anche ulteriori potenzialità del Golfo di Taranto. “Chiedo al presidente della Riserva che comprende la Salina dei Monaci, le dune di Torre Colimena, la Foce del Chidro e la Palude del Conte – spiega l’assessore regionale – di verificare immediatamente questa opportunità che saremmo in grado di portare in giunta già nei prossimi giorni. Il provvedimento ci consentirebbe di assumere ulteriori informazioni e analizzare il tema anche coinvolgendo gli agricoltori del territorio, ma anche di allargare la base di consenso e discussione attorno al progetto dell’ASPIM, l’Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo, su cui ormai da un po’ di tempo stiamo lavorando con la Jonian Dolphin Conservation e le altre associazioni legate al mare della provincia di Taranto”.

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