Pur prevedendo poi una misura interdittiva, ci troveremmo di fronte alla contraddizione che gli stessi commissari condannati verrebbero nominati commissari giudiziali e continuerebbero a dirigere lo stabilimento. Il patteggiamento non permetterebbe un approfondito accertamento della responsabilità dell’Ilva sull’inquinamento, malattie e morti, con relativa adeguata condanna. Quindi, il patteggiamento, a nostro parere, più che un’ammissione di colpa, come è stato detto, sarebbe un modo per l’Ilva di liberarsi del processo. Temiamo che in questo modo il processo, dopo la esclusione già avvenuta delle tre società dai risarcimenti, verrebbe ulteriormente svuotato. E diventerebbe un processo solo per le colpe individuali e non al “sistema Ilva”, vera causa dei disastri dentro e fuori la fabbrica. Noi chiediamo, che questo processo dia giustizia e verità ai tanti operai, lavoratori, cittadini. E la prima giustizia è che sul banco degli imputati continuino a restare l’Ilva e le altre società che coscientemente hanno messo il profitto della produzione sopra la salute e la vita della popolazione. Conoscendo la vostra alta sensibilità e rigore giudiziario, attendiamo fiduciosi”.
Calderazzi Margherita (Slai Cobas) per le parti civili
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