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Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario: approvate le “Linee guida”

Il Consiglio Federale del Sistema ISPRA-ARPA-APPA ha approvato all’unanimità le “Linee guida per la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS) nelle procedure di autorizzazione ambientale (VAS, VIA, AIA)”.   Si tratta del  risultato del lavoro svolto dal Gruppo Inter-Agenziale “Salute e Ambiente” coordinato dal direttore generale di Arpa Puglia Giorgio Assennato che commenta così il traguardo raggiunto: “E’ stata dura, ma ce l’abbiamo fatta”.

Le “Linee guida” nascono dall’esigenza maturata negli ultimi anni di dotare gli operatori, in particolare quelli appartenenti al Sistema delle Agenzie per l’Ambiente e al Servizio Sanitario Nazionale, di uno strumento metodologico per una valutazione integrata dei potenziali impatti sulla salute dei determinanti ambientali, prendendo spunto da esperienze simili già esistenti in altri Paesi e in definizione in alcune regioni Italiane.

Le Linee Guida definiscono i criteri per lo svolgimento delle attività ordinarie di VIA, VAS e AIA previste dalle normative vigenti. L’obiettivo è anche quello di avviare una discussione su un percorso comune e coerente tra le diverse figure professionali coinvolte a livello locale, promuovendo anche un’integrazione di processo, ad oggi non strutturato, oltreché metodologico che possa consentire un confronto trasparente con stakeholder pubblici e privati. L’integrazione della procedura di Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) con le procedure correnti di VIA definisce la Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario (VIIAS).

A pagina 67 del documento pubblicato sul sito di Arpa Puglia, c’è ovviamente una parte dedicata all’area ionica dal titolo: “Caso Studio di Taranto: valutazione di impatti del polo siderurgico”.  “L’area di Taranto – si legge – risulta essere quella caratterizzata, a livello nazionale, dalle più alte emissioni in atmosfera generate dalle attività industriali, riguardo in particolare agli Idrocarburi Policiclici Aromatici, al Benzo(a)Pirene e alle diossine, come riportato nelle banche dati emissive nazionali e internazionali. Questo ha determinato una situazione di emergenza ambientale e sanitaria che recenti studi hanno permesso di correlare alle emissioni dello stabilimento siderurgico ILVA”.

L’obiettivo è quello di fornire una stima del rischio cancerogeno per via inalatoria correlato alle principali sostanze inquinanti emesse dallo stabilimento ionico. Dai dati di emissione dello stabilimento e dalla letteratura relativa agli impianti siderurgici, è stata posta l’attenzione sugli inquinanti per i quali sono noti effetti cancerogeni e/o non cancerogeni per esposizione per via inalatoria (IPA: Benzo[a]pirene e Naftalene; Composti Organici: Diossine, PCB, benzene; Metalli: Arsenico, Cadmio, Cromo6, Nickel, Piombo, Selenio). Basandosi sulle concentrazioni stimate e conoscendo la distribuzione della popolazione sul territorio, è stato possibile calcolare la dose inalatoria della popolazione potenzialmente esposta.

Evitando di entrare in dettagli tecnici di non facile comprensione, possiamo dire che sono state utilizzate delle formule per  calcolare il rischio cancerogeno inalatorio sostanza-specifico per tutti gli inquinanti considerati. I rischi delle sostanze sono stati combinati per ottenere mappe di rischio cancerogeno totale.  Si legge nel documento: “La valutazione del rischio cancerogeno inalatorio prodotto dalle emissioni in aria dello stabilimento ILVA di Taranto ha evidenziato una probabilità aggiuntiva di sviluppare un tumore nell’arco dell’intera vita superiore a 1:10.000 rispettivamente per una popolazione di circa 22.500 residenti a Taranto per il quadro emissivo 2010”. 

Del rapporto tra emissioni inquinanti e salute abbiamo trattato più volte sul nostro sito anche grazie al proficuo supporto del collega Gianmario Leone (TarantoOggi) che ai primi di aprile si è soffermato sull’ultimo rapporto di Valutazione del Danno Sanitario redatto da Arpa Puglia in base alla legge regionale 24 luglio 2012, numero 21 («Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate a elevato rischio ambientale»). Nelle conclusioni finali di quel documento ci si spingeva oltre riportando la valutazione del rischio cancerogeno inalatorio delle emissioni in atmosfera per lo scenario 2016, in relazione alle emissioni di ILVA ed ENI. Clicca qui per approfondire.

ALESSANDRA CONGEDO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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