L’associazione artigiana ionica denuncia già dal 2014 lo stato di precarietà che ha colpito il Porto di Taranto sposando in particolar modo la causa degli autotrasportatori impiegati nel suo indotto. Gli stessi autotrasportatori che a dicembre dello scorso anno per una settimana scioperarono davanti ai cancelli dello scalo locale, nonostante fosse da più parti sconsigliato di agire attraverso azioni di questo tipo.
«Non ci si può ricordare solo oggi di un problema che ci attanaglia da tempo, ed il nostro timore – prosegue Castronuovo – è quello che, come spesso accade, le difficoltà di questi imprenditori siano sfruttate per logiche di poltrona. Del resto, si tratta di un pensiero comune all’interno di una categoria che non è mai riuscita fino ad oggi a far sentire la propria voce in modo unitario. Questi soggetti oggi si ricordano di un problema vecchio, quando loro all’epoca hanno rifiutato di unirsi per difendere la categoria. Rimangono quindi due principali priorità: traffico locale e certezze per il futuro».
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