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Alenia: il programma 787 a rischio?

TARANTO – I conti della Alenia Aermacchi del 2014, società controllata al 100% da Finmeccanica, sono buoni: ma ci sono alcuni programmi in una situazione difficile e che destano preoccupazione come quello per il 787 Dreamliner (che riguarda in pieno lo stabilimento di Grottaglie) e quello con i russi di Sukhoi per il Superjet. E’ questa la valutazione di Fim e Uilm dopo l’incontro dei sindacati metalmeccanici (ha partecipato anche la Fiom) con il management della società di Finmeccanica sui risultati preliminari dello scorso anno e sulle prospettive per quello in corso. I risultati del 2014 sono per quasi tutti gli indicatori “migliori di quelli preventivati a budget”, affermano i sindacati. “Si delineano tendenze di chiusura positive in tutti gli indicatori: dal portafoglio ordini, ai ricavi, alla liquidità”. Le note dolenti riguardano i programmi Superjet che “perde e su cui si vuole dare discontinuità” e sul 787 che “necessita di ulteriori forti e urgenti interventi per recuperare non solo la marginalità del programma ma soprattutto l’efficienza e la produttività di alcune fasi del processo che a tutt’oggi registrano difficoltà che se non risolte rischiano di far fallire l’intero programma portando con se pesanti rischi occupazionali ma non solo”.

Per il 787, “l’allerta è massima” e bisogna intervenire perché “è un programma che non si può perdere” avvertono i sindacati. “L’azienda ci ha detto che nel 2015 deve diventare profittevole”, aggiungono i sindacati che si dicono però cauti sulla possibilità di raggiungere già quest’anno la redditività del programma, che investe in primo luogo il sito pugliese di Grottaglie. L’azienda ha quindi “annunciato l’intenzione di ricomporre il processo del programma C27J concentrandolo a Caselle, e avviare la cessione di ramo d’azienda dello stabilimento di Capodichino alla società Atitech (partecipata al 10% da Finmeccanica oltre che da Alitalia)”.

E’ bene peraltro ricordare che i risultati positivi ottenuti anche nel 2014, derivano dal piano di ristrutturazione del 2011, dal quale “la Campania è quella che ha pagato di più e che dunque oggi ha il diritto di vedersi riconosciuto un credito dalla holding e da Alenia” sostengono i sindacati. A proposito, infine, del processo di divisionalizzazione di Finmeccanica, che naturalmente riguarderà anche Alenia Aermacchi, osservano: “L’aeronautica è già attrezzata per lavorare come una divisione”. Il futuro dello stabilimento di Grottaglie, dunque, è tutt’altro che chiaro. E la possibilità che Finmeccanica alla fine scelga di cedere il progetto 787 e gli stabilimenti ad esso connessi alla Boeing (alla quale negli ultimi mesi sono stati esternalizzati diversi settori, in ultimo proprio la settimana scorsa, per un ammontare pari a 300 milioni di euro) è tutt’altro che remota.

Gianmario Leone

 

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