La contestazione riguardava una serie di aspetti tecnici dell’offerta presentata dall’azienda Astaldi. Alla base di gara, alla quale parteciparono 11 concorrenti singoli e in associazioni temporanee di’impresa nazionali e comunitari, era stato posto un progetto definitivo per 72,18 milioni di euro di cui 279mila euro per oneri inerenti l’attuazione dei piani di sicurezza: l’offerta economica di Astaldi è stata pari a 51,87 milioni di euro più 279mila euro per l’attuazione dei piani di sicurezza. Inoltre il tempo offerto per l’esecuzione dei lavori è pari a 327 giorni solari su 670 giorni previsti in progetto posto a base di gara.
Oltre ai lavori infrastrutturali di approfondimento da -14,0 a -16,5 metri dei fondali della darsena del Molo Polisettoriale, l’intervento prevede la bonifica dei sedimenti contaminati nel bacino portuale. L’Autorità portuale, spiega il presidente Sergio Prete, “contrariamente a quanto aveva programmato, non potrà riavviare le attività precedentemente sospese ex lege, non potendo procedere alla stipulazione del contratto con la Astaldi Spa”. Il citato decreto ha fissato al 10 febbraio prossimo la data per l’esame in Camera di Consiglio delle misure cautelari richieste. Solo dopo l’udienza, in caso di mancato accoglimento delle istanze cautelari, l’Autorità Portuale potrà procedere alla stipula del contratto ed al riavvio delle attività. Ora non ci resta che attendere il 10 febbraio, nella speranza che il Consiglio di Stato possa scrivere la parola fine in via definitiva a questo infinito caos burocratico.
Gianmario Leone
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