La società di riferimento, la Cemerad srl, è fallita nel 2005; operava nella raccolta di rifiuti radioattivi da applicazioni medico-industriali. Da oltre dieci anni il deposito è sotto sequestro preventivo con affidamento in custodia giudiziaria all’assessore all’ecologia del comune di Statte. «Ad aprile 2012 l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha effettuato un sopralluogo», spiega ancora Galletti.
L’Ispra ha riferito di «aver appreso dal comune di Statte che lo stesso aveva già acquisito un progetto esecutivo per la caratterizzazione dei rifiuti radioattivi presenti nel deposito, per una spesa di 1,5 milioni di euro»; operazione è ritenuta propedeutica ai necessari interventi destinati, in particolare, al trasferimento dei rifiuti in un deposito idoneo, in vista del successivo smaltimento, e alla bonifica dell’area. La Protezione civile «per procedere alla messa in sicurezza aveva precisato che l’attuazione degli interventi previsti dalla legge dovesse essere coordinata, a livello locale, dalla competente prefettura».
Il deputato del Pd, Alessandro Bratti, uno dei firmatari dell’interrogazione, ha replicato così: «In qualità di presidente della commissione Ecomafie ho scritto al presidente del consiglio: questa è una situazione da risolvere non in breve ma in brevissimo tempo, per non dire dopo ‘l’avevamo detto». Bratti ricorda che la «situazione è serissima» e che la Cemerad si trova a soli 15 km dall’Ilva. (ANSA)
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