LA CONFERENZA STAMPA – Nella conferenza stampa tenuta nel pomeriggio, al termine della riunione del Consiglio dei Ministri, il premier Renzi si è soffermato sui provvedimenti a partire da quello che interessa la città ionica, definito “l’atto più emozionante”.
«E’ il modo con cui vogliamo dare il buon Natale ai cittadini di Taranto – ha detto – una straordinaria città, per molti aspetti ignorata e, talvolta, umiliata dalla politica. L’intervento consta di quattro grandi voci: la prima riguarda gli aspetti culturali perché Taranto è una città che culturalmente ha da dire la sua; la seconda riguarda lo sblocco di alcuni lavori, a partire da quelli del Porto, le bonifiche e le opere collegate alla riqualificazione del piano-città; la terza prevede di mettere a disposizione della Regione Puglia, tramite il Fondo di sviluppo e coesione, una somma fino a 30 milioni di euro perché si faccia, nell’ambito del programma di riqualificazione dell’ospedale, un centro ad hoc sulla ricerca contro i tumori, in particolare dei bambini. Infine la quarta, concerne l’amministrazione straordinaria dell’Ilva ragionevolmente da gennaio. Il decreto prevede la possibilità di usare la legge Marzano, come fu per Alitalia nel 2008, speriamo con risultati migliori, e la nomina di uno o più commissari, credo tre, che gestiranno la fase di rilancio dell’azienda e di risanamento ambientale, accompagnati da un investimento pubblico che avrà successo se avrà una durata limitata: da un minimo di 18 ad un massimo di 36 mesi».
Renzi ha comunque ammesso che sul decreto si sta ancora lavorando: “Il testo non ve lo diamo ancora. Gli uffici stanno modificando le ultime norme, date il tempo in questi due giorni di far festeggiare anche loro”. Ed ha aggiunto: «Ci assumiamo la responsabilità e l’impegno di rimediare agli errori fatti in quella città perché il rilancio dell’Ilva non può andare a discapito dell’ambiente. La responsabilità ce lo impone». I fondi sbloccati “extra Ilva”, quindi per il porto e le infrastrutture, “già pronti da spendere sono 800 milioni”, mentre per l’Autorizzazione Integrata Ambientale e il risanamento dell’azienda ci sarebbe oltre 1 miliardo di investimento. «Con i 30 milioni indicati prima si arriva a circa 2 miliardi – ha aggiunto – sono soldi che vanno spesi bene, nell’interesse dei cittadini di Taranto e dell’azienda che deve restare in piedi».
Alessandra Congedo
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