Ilva, PeaceLink ammessa parte civile nel processo

Dobbiamo e vogliamo dare voce ai cittadini, alle loro speranze e alla loro voglia di legalità. Lo faremo da ora in poi anche nell’aula del tribunale. Nel processo, con le altre associazioni ammesse, PeaceLink diventerà un riferimento per rivendicare verità e giustizia per tutti coloro che in questi anni non hanno avuto verità e giustizia ma solo inquinamento, malattia e morte. Nel marzo 2008 abbiamo consegnato in Procura le analisi del pecorino contaminato dalla diossina. Da allora abbiamo stretto un’alleanza fortissima con gli allevatori danneggiati. E’ stata l’alleanza vincente per procedere con convinta determinazione nella lunga e difficile fase delle indagini di “Ambiente Svenduto”. Abbiamo sempre pensato che il disastro della diossina a Taranto fosse un caso internazionale a cui era stata messa la sordina.Vivevamo un disastro ambientale senza precedenti, ma il nostro grido di dolore subiva il silenziatore della malapolitica. La diossina è stata la nostra bandiera maledetta per chiedere giustizia e salute. Ora vogliamo cogliere quel vento di legalità che da tempo aspettavamo, e che sembra finalmente arrivato. Un grande ringraziamento va al nostro avvocato, Sergio Torsella, per la dedizione e il contributo di competenza dato in questi anni e ora coronato dalla costituzione di parte civile.
Alessandro Marescotti – presidente nazionale di PeaceLink
Fulvia Gravame – responsabile nodo PeaceLink di Taranto
Piero Mottolese – ecosentinella di PeaceLink