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Eni, Cervellera: “No a norma sblocca Tempa rossa”

Pubblichiamo la nota del consigliere regionale Alfredo Cevellera.

“La mia adesione alla manifestazione del prossimo 19 Dicembre “DifendiAMO Taranto” (indetta dal Movimento Studentesco Tarantino) dopo la “porcata” di Renzi con la norma su Salva-Tempa Rossa nella Finanziaria, è ancora più convinta di prima. Avevo già aderito ad essa come Presidente dell’ARCA (Associazione Ricreativa Culturale Ambientale) di Taranto, e direttivo del Circolo Pertini, ma oggi ritengo davvero necessaria una rivolta del popolo di Taranto contro il Governo, per il suo tentativo di avocare a sé il destino di questo territorio non rispettando le volontà  espresse dal Comune e dalla Regione. Si sono scritti fiumi di libri, tra cui quello di Pier Paolo Pasolini “Petrolio e Potere”, circa l’influenza che hanno le sette sorelle sui governi del mondo per imporre, anche oliando gli ingranaggi giusti, le loro strategie.

In questo caso l’assioma è dimostrato: si vedano quanti avvocati difensori hanno in Regione e nel Governo l’Eni, la Total, la Shell. Adesso possono trivellare dappertutto in Basilicata, nell’Adriatico e nello Jonio e possono imporre a Taranto di custodire e distribuire il greggio, a prescindere da possibili inquinamenti o pericoli per la popolazione jonica. La norma in Finanziaria sottolinea che se non si raggiunge un Accordo tra Stato e Regione sarà il Governo a decidere sull’impianto. Alla faccia della democrazia!

Ma  Renzi si rende conto che stiamo parlando di Taranto, città martire dell’ambiente per le migliaia e migliaia di vittime cadute per una industrializzazione selvaggia incurante della salute dei nostri concittadini?
Mentre in Ilva ancora oggi, grazie alla Magistratura si ritrovano sotterrate sostanze oleose che sicuramente inquinano la falda, mentre c’è il rischio concreto che si perdano, per i palleggiamenti del Commissario governativo, le centinaia e passa di milioni di finanziamenti ricevuti per bonificare il Mar Piccolo, mentre i lavori per l’AIA sono in fortissimo ritardo, il Governo ci fa quest’ultimo regalo?
Sono d’accordo con chi propone che dopo i tanti decreti emanati dal Governo per salvare l’Ilva sarebbe giusto e sacrosanto farne uno adesso per salvare Taranto, per riprogettarne il suo futuro dopo le devastanti occupazioni industriali al servizio dello Stato.
Per ritornare a Tempa Rossa: a gennaio, dopo il Bilancio, il Consiglio Regionale dovrà esprimersi ufficialmente sulla mia mozione, che tende a dare un indirizzo univoco alla Giunta al fine di contrastare questo progetto.

I punti dirimenti, che la relazione dell’ARPA ci ha evidenziati nella Commissione Ambiente, non sono stati ancora affrontati e risolti. Riguardano sinteticamente l’abbattimento degli inquinanti (VOC) e il rischio di incidente rilevante. Sul primo è arrivato in Regione uno studio striminzito dell’Eni, da me visionato, su cui l’Arpa si pronuncerà a giorni ufficialmente con una relazione al Presidente Vendola , alla Giunta e al Consiglio. Aspetto trepidamente di leggerla prima di dire la mia, che non avrebbe alcun valore scientifico.

Sul secondo aspetto il Comitato Tecnico Regionale dovrà emettere un nuovo NOP  (Nulla Osta) perché il precedente era datato 2011 e non aveva tenuto conto, ai fini di un possibile Incidente Rilevante nella Raffineria del tornado che investì il Porto di Taranto nel 2012 e che risparmiò  allora i serbatoi  dell’ENI. Infine e chiudo, il Governo anche se agirà anti democraticamente contro i pareri del Comune di Taranto e della Regione dovrà tenere conto della mia Legge sulla Valutazione del Danno Sanitario che ha passato il vaglio dell’approvazione costituzionale ed è vigente.

Il che significa che l’impianto del petrolio greggio presso la Raffineria o nel Porto, anche se costruito e funzionante per un colpo di mano del Governo, potrà essere sempre bloccato dalla Regione se costituirà un pericolo accertato per la salute dei cittadini.
Perché dovremmo arrivare a tanto? Il Governo rinsavisca rispetto a questa scelta autoritaria e collabori con la Regione ed il Comune di Taranto per dare tutte le garanzie che mai più impianti inquinanti possano distruggere un futuro alternativo per la nostra città”.

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