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Ilva, Cemerad, discariche: la commissione ecomafie scopre i drammi di Taranto

Non commentiamo ovviamente le dichiarazioni del premier e l’ipotesi di intervento pubblico perché il nostro ruolo è un altro, ma cerchiamo di tenere l’attenzione molto elevata sul tema dell’ambientalizzazione dello stabilimento”. È quanto ha dichiarato ieri in conferenza stmapa Alessandro Bratti (Pd), presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite collegate al ciclo dei rifiuti, illustrando ai giornalisti l’esito della visita di due giorni della delegazione a Taranto. “Ci interessa – ha spiegato – verificare tutte le questioni ambientali poste in sede di Autorizzazione integrata ambientale e anche situazioni di carattere gestionale che non rientrano nell’Aia, ma sono demandate direttamente al sub commissario e al ministro. Poniamo attenzione sul tema dell’ambientalizzazione e di tutte le opere che devono essere fatte che riguardano il miglioramento ambientale, al di là dell’idea che si ha dal punto di vista strategico e su cosa si possa prefigurare per l’Ilva e per l’assetto societario. In questa discussione non entriamo”.

Abbiamo fatto un sopralluogo stamattina per vedere alcune delle discariche Ilva. Ci sono delle autorizzazioni in corso e non sarà indifferente vedere se queste autorizzazioni andranno in fondo o meno: è importante non solo da un punto di vista ambientale ma anche da un punto di vista economico”, ha dichiarato Bratti. “È noto a tutti – ha aggiunto – che tra i tanti problemi, all’Ilva c’è la gestione dei rifiuti, sia pericolosi che non pericolosi. E la questione specifica è un tema centrale che ha rilevanza anche per il piano di azione ambientale e il piano industriale dell’Ilva, ovvero le risorse da mettere a disposizione”.

Abbiamo trovato molto strano che il quartiere Tamburi, sottoposto a pressioni ambientali e sanitarie rilevanti, sia stato escluso fin dagli albori dai siti di interesse nazionali”, ha poi commentato Bratti. “Ci interessava capire più a fondo – ha spiegato – anche il tema della contaminazione e dello stato dell’arte delle bonifiche non solo all’interno dell’Ilva, ma anche attorno allo stabilimento. Dalle audizioni che avevamo fatto nel mese di ottobre scorso, compresa quella del commissario Vera Corbelli, ci erano state sottolineate alcune situazioni sicuramente meritevoli di attenzione”. Il presidente valuta “positivamente il fatto che il nuovo commissario per le bonifiche stia lavorando in sinergia con il commissario e sub commissario Ilva perché è chiaro che ci sono questioni che riguardano l’inquinamento delle falde che non possono essere circoscritte dal punto di vista amministrativo”. La Commissione ha ascoltato anche il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno. “Abbiamo appreso positivamente – annuncia Bratti – che è stato approvato un piano di bonifica che dovrebbe partire tra qualche mese e riteniamo questo un passo in avanti molto importante”.

Ma la due giorni della commissione parlamentare non ha riguardato soltanto l’Ilva. “Abbiamo fatto una serie di verifiche importanti sul deposito Cemerad dove sono stoccati rifiuti pericolosi che riteniamo debba avere in tempi brevi una soluzione definitiva. Ci sono alcuni progetti sul tavolo e non sta a noi giudicare quale sia il migliore, ma possiamo dire che questa situazione non può continuare”. Questo l’allarme lanciato dal presidente della Commissione parlamentare. sui 14mila fusti metallici contenenti anche materiali radioattivi, pericolosi e non meglio specificati, stoccati nel deposito Cemerad di Statte (Taranto). “Credo che tutti – ha aggiunto – abbiamo visto il pericolo che possono costituire questi fusti non in situazione di sicurezza come prevede la legislazione attuale. Rappresentano un serio pericolo e questa situazione va risolta in tempi brevi, anche attraverso procedimenti straordinari”.

Un altro tema affrontato dalla commissione è quello delle discariche extra Ilva e della gestione del ciclo integrato dei rifiuti. “Ci sono alcune discariche – ha puntualizzato Bratti – come Italcave e Vergine di cui ci siamo occupati, anche se oggi soprattutto la seconda pare sia in una fase di stop. Ma entrambe in passato sono state oggetto di indagini della Procura importanti, che abbiamo anche verificato in altri procedimenti legati al trasporto dei rifiuti durante l’emergenza dalla Campania verso la Puglia”. Un flusso di “traffico dei rifiuti – ha proseguito – a volte legale, a volte meno, che va attentamente monitorato da alcune indicazioni che ci sono state ricordate”. L’ultima questione ha riguardato invece il tema della distribuzione dei fanghi di depurazione in agricoltura. “Non mi addentro in alcuni particolari – ha concluso Bratti – perché parte delle audizioni sono state secretate, ma non c’è dubbio che questo è un tema da verificare attentamente perché dietro questi spandimenti irregolari ci sono delle situazioni spesso di collusione anche con organizzazioni malavitose strutturate”.

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