Continua Bonelli: “Secondo l’ex commissario Bondi il piano avrebbe un costo di 4,1 miliardi di spesa fino al 2020 così suddivisi: 1,8 miliardi di Autorizzazione integrata ambientale, 635 interventi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, 1,750 miliardi di investimenti tecnologici. A ciò va aggiunto il debito ambientale ovvero i danni provocati dall’inquinamento Ilva che l’AEA , Agenzia europea Ambiente, ha classificato nella top 30 degli stabilimenti più nocivi. Per fare le bonifiche esterne ovvero risanare aree agricole, falde, mare, immobili danneggiate dall’inquinamento secondo l’ipotesi della procura di Taranto occorrerebbero 8 miliardi di euro. La domanda è la seguente: chi pagherà queste risorse? Lo Stato? Ma con tutti questi soldi si potrebbe avviare un progetto di conversione industriale come accaduto con Bilbao, che aveva il suo polo siderurgico ed è riuscita a trasformarsi in città altamente competitiva dal punto di vista del lavoro, del Pil e della produzione. Parte delle risorse per finanziare la conversione devono venire dal sequestro dei patrimoni dei Riva e soci Ilva per il danno ambientale ovvero 8 miliardi di euro. Siamo pronti ad incontrare Renzi per spiegargli nostra proposta che può garantire occupazione e salute per tutelare in primis salute e dare lavoro”.
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