Secondo quanto riferisce l’Ansa, l’idea alla base del rapporto di Martin è che la produzione di acciaio europea si trova davanti ad un bivio. Ad oggi si producono 165 milioni di tonnellate di acciaio all’anno ma se la crescita riparte il consumo medio UE stimato è tra i 180 e i 200 milioni. Bisogna quindi decidere se questa differenza tra i 15 e 35 milioni di tonnellate vada importata da Cina, India e Brasile o prodotta in Europa. Il problema è che se l’Ue vuole ridurre le emissioni di Co2 deve considerare che per ogni tonnellata di acciaio prodotta in Europa si emettono due tonnellate di Co2, mentre in Cina, il principale concorrente, le tonnellate emesse sono tre. L’idea allo studio sarebbe quella di obbligare esportatori extra Ue a comprare i permessi di emissioni di Co2 per ogni tonnellata di acciaio venduto dell’Ue. A vendere i permessi sarebbero gli industriali Ue che così avrebbero anche incentivi a investire su impianti più ecologici. La relazione di iniziativa dovrebbe arrivare al voto in plenaria al più tardi entro ottobre 2015.
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