Nelle cento pagine di avviso – secondo quanto riportato da “La Repubblica – il pm di Roma Alberto Galanti cita un’ordinanza del Tar di Lecce, datata 18 giugno 2008, resa in seno a un procedimento promosso dall’Ilva di Taranto avverso l’ennesima prescrizione impartita in Conferenza di servizi: “Dall’esame degli atti gli interventi sino a ora concepiti dall’amministrazione titolare del procedimento, e cioè il ministero dell’Ambiente, sembrano soltanto apparentemente essere posti a tutela della salute e dell’ambiente, mentre in concreto gli stessi – attraverso continui e repentini mutamenti di metodologie e di parametri di riferimento – contribuiscono unicamente a rallentare se non a disattendere il raggiungimento degli obiettivi di bonifica di un sito che, pacificamente, risulta fortemente inquinato”. Il ministero dell’Ambiente avrebbe quindi escogitato degli stratagemmi per far disperdere i soldi della bonifica nelle pieghe della burocrazia o per agevolare società o consulenti amici. Questa, almeno, la tesi esposta dal Pm. Una storia che merita di essere seguita con estrema attenzione. (A. Cong.)
L’ORDINANZA DEL TAR DI LECCE: http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.giustizia-amministrativa.it%2FDocumentiGA%2FLecce%2FSezione%25201%2F2007%2F200700364%2FProvvedimenti%2FLE_200800478_OS.doc&h=0AQFEj4lf
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