Ilva, Liberi e Pensanti su sversamento in mare: la Procura indaghi

Ancora più sconcertanti i tempi di reazione alla catastrofe, visto che tra il momento in cui l’evento si è manifestato e quello in cui l’allerta è stata data alle autorità competenti pare siano trascorse diverse ore. Un “buco orario” che avrebbe di fatto inficiato l’efficacia dell’intervento di contenimento da parte delle ditte specializzate e che la dice lunga sui “rassicuranti sistemi di sicurezza” di cui è dotato il siderurgico.
Dove sono adesso Cesareo, Stefàno e Vendola? Che fine hanno fatto le rassicurazioni farlocche di un sistema politico e imprenditoriale dedito alla mortificazione di un territorio? La vostra dignità è ormai solo una macchia d’olio esausto che galleggia sul nostro futuro. A questo punto chiediamo con forza alla Procura della Repubblica di Taranto di indagare su un evento che evidenzia gravissime omissioni e responsabilità di un sistema dirigenziale la cui inadeguatezza ha permesso lo sversamento in mare di migliaia di litri di sostanze oleose, con danni incalcolabili e irreparabili per il già compromesso ecosistema e per la catena alimentare.
Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti