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Porto di Taranto, incontro sindacati-TCT

Una riunione per capire quanto c’è di vero negli intenti annunciati in silenzio nei giorni scorsi. E, nel caso, per capire come muoversi per evitare che il porto di Taranto diventi un vero e proprio deserto. Quest’oggi infatti, si incontreranno in Autorità Portuale il presidente Sergio Prete, i sindacati di categoria e i rappresentanti della TCT (Taranto Terminal Container), dopo che le organizzazioni sindacali hanno appreso mercoledì scorso dallo stesso Prete, la volontà del concessionario Taranto Container Terminal di interrompere entro i prossimi 40 giorni, ogni operatività sulla banchina del molo polisettorialemotivando la decisione con la necessità di effettuare non meglio definiti lavori di “revamping” delle gru.

 Una decisione, quella di TCT, giudicata dai sindacati in completo dispregio degli accordi precedentemente assunti e del nostro territorio. Per questo hanno chiesto l’immediata convocazione urgente di un Comitato Portuale monotematico avente ad oggetto la “Revoca o decadenza della concessione ex art.18 L.84/94 della Taranto Container Terminal”. Nella riunione di oggi inoltresi tenterà di capire se saranno effettivamente dirottate al Pireo le ultime due linee rimaste facenti capo alla società taiwanese Evergreen (visto che non è chiaro se si tratta solo delle “navi madri” della linea UAM o anche dei feeder). Le prime quattro linee furono dirottate nel porto greco nel settembre 2011, cosa che comportò un crollo nel traffico merci dello scalo ionico.

Per questo i sindacati di categoria dei trasporti di Taranto hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il Comparto Marittimo-portuale. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno infatti segnalato che “sui siti web istituzionali della Compagnia di navigazione Evergreen sono state aggiornate le programmazioni delle linee oceaniche, che vedono Taranto del tutto esclusa dai porti toccati e conseguentemente nessuna linea oceanica farà più scalo a Taranto a partire dal 21 settembre.

Tra l’altro, è bene sempre tenere a mente che sia TCT che Evergreen sottoscrissero l’accordo per il rilancio del porto di Taranto attraverso il traffico container, sottoscritto a Roma il 24 luglio 2012, e quello del 26 luglio 2012 sulle bonifiche e i lavori previsto per lo scalo ionico. Dove TCT è impegnata per investimenti pari a quasi 8 milioni di euro.

La notizia ha immediatamente generato malcontento e agitazione nei lavoratori della TCT (538 unità sono da due anni in cassa integrazione a rotazione e lo saranno sino alla fine del 2015), ma anche gli operatori portuali (trasportatori, agenzie marittime e spedizionieri) sono sul piede di guerrase nella riunione di oggi TCT non dovesse ritirare la decisione di bloccare tutte le attività, sicuramente ci sarà la convocazione urgente del Comitato Portuale come già chiesto dai sindacati. 

 G. Leone (TarantoOggi, 08.09.2014)

 

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