Si tratta, secondo Confindustria, di “un settore forte di grandi professionalità e competenze da sempre fiore all’occhiello di Taranto e che oggi, alla luce degli scenari che si delineano, privi di qualsiasi spiraglio, rischia seriamente di scomparire, senza peraltro alcuna possibilità di ripresa a breve considerati i tempi lunghi prospettati dai vertici della Marina Militare rispetto alla carenza di risorse. Anche la fine dell’anno in corso, peraltro, registra un “tutto esaurito” sul fronte dei finanziamenti: la gran parte dei lavori in itinere sono stati già finanziati e ultimati nei tempi previsti e talvolta in anticipo, a conferma della grande efficienza e competenza delle aziende private”. In questo modo, dice Confindustria, “rischiano di essere vanificati i tentativi di diversificazione già in atto da parte dello stabilimento Arsenale per consentire sia alla Marina Militare sia all’imprenditoria locale vantaggi reciproci attraverso l’adozione di nuove forme di contratto”.
Questo a partire “dall’istituto della permuta, utile sia in un’ottica di ottimizzazione delle risorse e quindi di contestuale mantenimento della competitività dello stabilimento, sia in termini di nuove opportunità di lavoro (per le aziende dell’indotto). E’ purtroppo evidente – prosegue Confindustria Taranto – come, alla luce della mancanza di risorse da qui ai prossimi mesi, anche le nuove forme di rapporto fra Marina Militare e industria, pur costruite con grande impegno e già forti di risultati positivi, rischino anch’esse di esaurirsi a causa di un humus non più favorevole”. Confindustria Taranto ritiene quindi “urgente la convocazione di un tavolo di crisi in Prefettura, con il sindaco ed i parlamentari, al fine di richiedere interventi urgenti al ministro della Difesa ed individuare soluzioni immediate per scongiurare i rischi di chiusura o nei casi migliori di drastico ridimensionamento che a breve, salvo novità, riguarderanno le aziende della navalmeccanica impegnate nella manutenzione delle navi. E’ un’altra tegola – conclude la nota – che si abbatte su un territorio già fortemente provato, un altro campanello di allarme che non può ammettere né atteggiamenti di rassegnazione né semplici prese d’atto”. (dal TarantoOggi del 06.09.2014)
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