L’idea di azienda pensata da Gnudi per l’Ilva Spa infatti, prevede una netta separazione tra la parte produttiva e quella commerciale. La prima, dunque, sarà affidata alle “sapienti” mani del Quaranta. “Indimenticabile” direttore dell’ei fu Centro Studi Ilva. La struttura creata ad hoc dall’azienda nel lontano 2011, la cui “mission” era quella “di offrire una molteplicità di contributi multidisciplinari ad alto contenuto scientifico, in un formato divulgabile ai più, e di diventare un autorevole punto di riferimento per le istituzioni, la comunità scientifica, i media e i cittadini sui temi dello sviluppo ecocompatibile dell’industria” (come si legge ancora oggi sul sito ufficiale del CSI).
Quel Quaranta, uno dei personaggi di “spicco” della gestione targata Riva, che il 15 dicembre 2011 affermava che “lo stabilimento Ilva di Taranto investe tutti i suoi utili nell’azienda, un modo concreto per guardare al futuro”. Quel Centro Studi Ilva che svolgeva i suoi incontri rigorosamente al Relais Histò San Pietro sul Mar Piccolo. Ai quali si poteva partecipare soltanto per invito. Quel Centro Studi Ilva che dichiarava come gli incontri organizzati fossero volti ad uno “sforzo di produzione e condivisione culturale su temi dell’eco-sostenibilità dell’industria che dovrà coinvolgere tutte le parti interessate (stakeholders) in un reciproco processo di conoscenza e consapevolezza del rapporto virtuoso che può essere creato tra grande industria e la comunità che l’accoglie”.
Peccato che all’epoca, quando si era ancora ai “tempi belli”, non era gradita alcun tipo di domanda o intervento di persone che non fossero prima state scelte dopo accurata selezione. In questo modo la platea finiva per essere quella di sempre, con politici, imprenditori, sindacalisti, giornalisti e personaggi alquanto discutibili della nostra città, unici possibili “stakeholders” di un’azienda che si concedeva soltanto previo invito. Gli stessi, sono ancora oggi tutti ai loro posti. Come a significare che non cambia mai niente. E che le tante chiacchiere che si fanno in questa città, stanno come sempre a zero.
Tornando al “piano Gnudi”, da fonti del settore siderurgico, pare che la scelta sulla persona cui affidare la struttura commerciale, sia caduta su Marco Pucci, ex amministratore delegato dell’Acciai Speciali Terni dimessosi lo scorso 3 luglio, data delle dimissioni rassegnate dopo 28 anni di lavoro all’interno del polo siderurgico umbro. Il manager, nato a Terni nel 1958, potrebbe ricoprire il ruolo di direttore commerciale dell’Ilva a partire dai primi giorni di agosto. Chiaro che sia Gnudi che Pucci attendano di capire come andrà a finire la questione del prestito ponte, in particolar modo a quanto ammonterà il credito che Unicredit, Intesa San Paolo e Banco Popolare saranno disposte ad erogare nei confronti dell’Ilva Spa, per consentire all’azienda di “resistere” ancora per qualche mese. Prima di ridimensionarsi. Per poi chiudere definitivamente. Tempo al tempo.
Gianmario Leone (TarantoOggi, 23.07.2014)
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