Alla riunione partecipano anche i ministri dello Sviluppo economico Federica Guidi e dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il sub commissario dell’Ilva Edo Ronchi. Il piano industriale – che è ora oggetto di illustrazione da parte di Bondi al governo – sarà reso noto nei 30 giorni successivi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del piano ambientale che ha ricevuto il via libera da parte della Corte dei Conti. Per finanziare il piano industriale Bondi dovrà innanzitutto chiedere un aumento di capitale alla famiglia Riva e, in caso di indisponibilità, ad altri investitori finanziari o industriali. Il commissario straordinario potrebbe anche a chiedere alla magistratura lo sblocco di 1,9 miliardi sequestrati ai Riva per reati non ambientali. Sul fronte finanziario, Bondi ha già incontrato i vertici delle principali banche – Intesa San Paolo, Unicredit e Banco Popolare – che prima di procedere con un prestito (sembra per un terzo del totale) attendono di conoscere i dettagli del piano, le prospettive e le garanzie. Sul fronte industriale, sembra che il colosso dell’acciaio Arcelor-Mittal sia interessato ad investire sul gruppo siderurgico di Taranto. (Ansa)
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