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Procura di Savona, perizia choc: “Centrale Tirreno Power ha causato 400 morti”

Le emissioni inquinanti della centrale a carbone di Vado Ligure della Tirreno Power avrebbero causato in sette anni oltre 400 morti. E’  questa la conclusione choc a cui sono arrivati i consulenti incaricati dalla Procura di Savona di effettuare un perizia nell’ambito dell’inchiesta sulla centrale elettrica della cittadina ligure. Le ipotesi di reato sono disastro ambientale e omicidio colposo. Una vicenda molto simile a quella vissuta a Taranto, dove le perizie prodotte dagli esperti incaricati dal gip Patrizia Todisco (una chimica e una epidemiologica) hanno fornito dati utili e “pesanti” nell’inchiesta “Ambiente Svenduto”, che vede coinvolti i vertici Ilva e ben 53 indagati.

E come accaduto per il siderurgico tarantino, anche per la centrale di Vado Ligure, ci troviamo di fronte ad un’azienda pronta a negare il peso delle proprie responsabilità. “Le consulenze a cui si fa riferimento – ribatte l’azienda in una nota – sono consulenze di parte che non sono mai state sottoposte a un contraddittorio. Non solo, non si comprende in queste consulenze quale sia stato il metodo di valutazione di esposizione agli inquinanti”.

“Tale mancanza di chiarezza -prosegue la nota- è accompagnata dall’assenza della doverosa analisi di robustezza, di sensitività e quindi di affidabilità globale del metodo adottato. Anche per questo motivo non si può affermare in concreto alcun nesso di causalità”. “Più in generale -conclude la nota- la società intende invitare a una maggiore prudenza considerando la forte rilevanza anche emotiva che i temi trattati rivestono e che dovrebbero essere tuttavia sempre suffragati da fatti comprovati anziché da ipotesi di parte le cui fondamenta sono tutte da verificare”.

Una reazione che non ci stupisce. Ricordiamo che la Tirreno Power, sesta società di produzione di energia in Italia, fortemente indebitata, ha una proprietà riconducibile per il 39 per cento a Sorgenia (gruppo Cir, famiglia De Benedetti).  Ma torniamo ai dati forniti dal procuratore capo di Savona Francantonio Granero: «Dal 2000 al 2007 sarebbero da attribuire alle emissioni della centrale 400 morti». Inoltre, si sarebbero registrati «tra i 1.700 e i 2.000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d’asma tra il 2005 e il 2012».

Il tutto sarebbe stato causato, quindi, dalle ciminiere a carbone e non dal traffico o dai fumi provenienti da altre aziende presenti nella zona o delle navi che transitano nel porto. Il perimetro interessato riguarda quasi tutta Savona, Vado, Quiliano e Bergeggi e in parte Albisola e Varazze. Fedele alla sua missione – un occhio vigile sulla realtà più vicina (Taranto) ed un occhio attento anche a quanto accade a parecchi chilometri di distanza – InchiostroVerde continuerà a seguire con estrema attenzione anche questa tragica storia di violenza perpetrata ai danni di un territorio e di una comunità.

Alessandra Congedo

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