E’ bene ricordare che l’accelerazione ai progetti arrivò per due fattori: grazie al parere del ministero dell’Ambiente che ha escluso per questi parchi l’ammissibilità alla Valutazione di impatto ambientale (il Comune aveva chiesto un parere in proposito), e grazie al decreto legge 135, pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” dello scorso 10 dicembre, che ha equiparato le coperture dei parchi minerali a volumi tecnici (come spiegammo nelle scorse settimane). Soltanto in questo modo infatti, si può evitare un impatto sugli indici urbanistici della città (che comunque ci sarà) e quindi sul Piano Regolatore che avrebbe richiesto l’apertura di un’altra procedura (specialmente per quanto riguarda il progetto della Cimolai sulla copertura dei parchi primari).
I parchi in questione sono l’agglomerato nord e sud – due parchi dove viene stoccato il sinterizzato di minerali di ferro destinato agli altiforni – l’Omo coke, dove invece sono stoccati la miscela di minerali di ferro destinati alla sinterizzazione e il carbon coke, e il parco Loppa. Le coperture dei parchi omo coke e dell’agglomerato nord e sud dovranno essere costituite da strutture in legno lamellare con fondazioni in calcestruzzo armato di forma e dimensioni differenti in funzione delle macchine operatrici che lavorano all’interno dei capannoni e dei volumi di stoccaggio richiesti dall’operatività degli impianti.
Per il parco Omo coke invece, saranno adottate strutture ad arco, per i parchi agglomerato nord e sud, invece, edifici tronco-piramidali a pianta poligonale. La superficie complessivamente coperta dalla realizzazione di tali interventi ammonterà a circa 74.120 metri quadrati. I tre parchi che hanno avuto il via libera insieme a due del calcare che però ricadono nell’area del vicino comune di Statte, costeranno complessivamente 80 milioni di euro. Per il Parco Calcare, il Comune di Statte ha rilasciato il permesso a costruire lo scorso 13 gennaio. Per quanto riguarda l’area Parco Nord Coke, l’Ilva ha rinunciato al suo utilizzo (comunicandolo lo scorso 22 novembre). Ciò detto, la domanda che poniamo è sempre la stessa: chi metterà i soldi per la realizzazione di questi lavori?
Gianmario Leone (TarantoOggi, 17.02.2014)
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